Ripetizioni di AnalisiFisica 1SbloccataENCerca

Esercizi svolti · Scheda 2

Bilanci di calore con cambiamenti di stato

Teoria usata: Calore latenteCapacità termica e calore specificoBilanci di calore con cambiamenti di statoTemperatura di equilibrio

Vai a: Esercizio 1Esercizio 2Esercizio 3Esercizio 4

Esercizio 1

Calcolare il calore necessario per trasformare di ghiaccio a in acqua a , e disegnare la temperatura in funzione del calore assorbito. Calori specifici: per il ghiaccio, per l’acqua; calore latente di fusione .

Q T 24681012-40-30-20-101020304050 O fusioneacquaghiaccio
Temperatura del campione in funzione del calore assorbito, con in ; durante la fusione la temperatura resta

Il processo si divide in tre fasi, perché la legge vale solo finché la sostanza non cambia stato. Nella prima fase il ghiaccio si scalda fino a con il calore specifico del ghiaccio; nella seconda fonde a temperatura costante e assorbe il calore latente ; nella terza l’acqua liquida si scalda fino a con il calore specifico dell’acqua. Il calore totale è la somma dei tre termini, tutti positivi perché il campione assorbe calore in ogni fase.

Il grafico mostra che la fusione richiede più calore delle due fasi di riscaldamento messe insieme: sul tratto orizzontale il calore assorbito non cambia la temperatura. Le pendenze dei tratti inclinati sono , quindi il tratto del ghiaccio è circa due volte più ripido di quello dell’acqua, poiché è circa la metà di .

Esercizio 2

In di acqua a si mettono di ghiaccio a . Il recipiente ha capacità termica trascurabile ed è isolato dall’esterno. Determinare lo stato finale e la temperatura di equilibrio (, ).

Prima di scrivere il bilancio si stabilisce se il ghiaccio fonde tutto. Il calore che l’acqua cederebbe raffreddandosi fino a è maggiore del calore che serve per fondere il ghiaccio, quindi il ghiaccio fonde completamente e la temperatura finale è superiore a .

Nel bilancio compaiono tre termini: la fusione del ghiaccio, il riscaldamento da a dell’acqua che proviene dal ghiaccio, con il calore specifico dell’acqua, e il raffreddamento dell’acqua iniziale. La loro somma è nulla perché il sistema è isolato. L’equazione è lineare in e dà . Come controllo, senza la fusione la temperatura di equilibrio sarebbe la media pesata ; il valore trovato è più basso perché una parte del calore dell’acqua è servita a fondere il ghiaccio.

Esercizio 3

In di acqua a si mettono di ghiaccio a . Il recipiente ha capacità termica trascurabile ed è isolato dall’esterno. Determinare la temperatura finale e la massa di ghiaccio che fonde (, , ).

Si confrontano i calori prendendo come riferimento. Il calore che l’acqua può cedere scendendo a basta a scaldare il ghiaccio fino a , ma è minore del calore che servirebbe per fonderlo tutto. Perciò il ghiaccio fonde solo in parte e lo stato finale è una miscela di acqua e ghiaccio, che a pressione atmosferica può stare in equilibrio solo a .

Con l’acqua cede esattamente . Una parte di questo calore porta il ghiaccio da a , e il resto fonde la massa , che si ottiene dividendo per il calore latente. Alla fine restano di ghiaccio e di acqua, entrambi a . Scrivere subito il bilancio con incognita e la fusione completa darebbe una temperatura negativa, incompatibile con l’ipotesi che tutto il ghiaccio sia fuso.

Esercizio 4

In un recipiente contenente di acqua a si immettono di vapore acqueo a . Il recipiente ha capacità termica trascurabile ed è isolato dall’esterno. Calcolare la temperatura di equilibrio (, ).

Il vapore condensa e cede il calore latente, poi l’acqua di condensa si raffredda da a ; l’acqua iniziale assorbe tutto questo calore. Il primo controllo verifica che la condensazione sia completa: anche portando l’acqua fino a si potrebbe assorbire molto più calore di quello di condensazione, quindi il vapore condensa tutto e è inferiore a .

Nel bilancio la condensazione compare con il segno meno, perché è un calore ceduto. Si ottiene . Appena di vapore scaldano mezzo chilo di acqua di ; acqua liquida a della stessa massa la porterebbe solo a circa , perché il calore latente di vaporizzazione è circa cinque volte il calore che serve per scaldare l’acqua da a . Per questo un’ustione da vapore è più grave di una da acqua bollente.

Indice