Esercizi svolti · Scheda 3
Stati di equilibrio del gas perfetto
Teoria usata: Gas perfettoEquazione di stato del gas perfettoLeggi di Boyle e di Gay-LussacScale termometriche
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Esercizio 1
Una bombola di volume contiene ossigeno alla pressione di e alla temperatura di . Trattando l’ossigeno come un gas perfetto, calcolare il numero di moli e la massa del gas (massa molare ).
L’equazione di stato del gas perfetto lega le quattro grandezze , , , ; tre sono note, quindi la quarta si ricava isolandola. Prima di sostituire si portano i dati nel Sistema Internazionale: il volume in metri cubi, con , e la temperatura in kelvin, perché l’equazione contiene e non una differenza di temperatura. Con queste unità il prodotto è in joule e in joule per mole, perciò il rapporto è in moli.
La massa si ottiene moltiplicando per la massa molare espressa in : la bombola contiene circa di ossigeno. Come controllo dell’ordine di grandezza, a pressione atmosferica e una mole occupa circa ; qui la pressione è circa quindici volte quella atmosferica e la bombola contiene una dozzina di moli in , un valore coerente.
Esercizio 2
Un recipiente rigido e sigillato contiene aria a e . Il recipiente viene scaldato fino a . Calcolare la pressione finale, trattando l’aria come un gas perfetto.
Il recipiente è rigido e sigillato, quindi volume e numero di moli non cambiano. Scrivendo l’equazione di stato nei due stati e dividendo membro a membro, , e si semplificano e resta la seconda legge di Gay-Lussac, . Le temperature vanno in kelvin, perché la legge è una proporzionalità diretta solo nella scala assoluta.
La pressione finale è una volta e mezza quella iniziale, poiché la temperatura assoluta passa da circa a circa . Usando per errore le temperature in gradi Celsius si otterrebbe il rapporto , un aumento di pressione privo di senso fisico per un riscaldamento di .
Esercizio 3
Una bombola di volume contiene azoto a e . Dopo un certo uso la pressione è scesa a e la temperatura a . Calcolare la massa di azoto uscita dalla bombola (), trattando il gas come perfetto.
Il volume della bombola è fisso, mentre cambiano pressione, temperatura e numero di moli. L’equazione di stato, applicata separatamente allo stato iniziale e a quello finale, dà le moli presenti nei due istanti: e . La differenza è il numero di moli uscite, e moltiplicando per la massa molare si ottiene la massa.
Raccogliere prima di sostituire riduce i conti a una sola differenza. Dalla bombola sono usciti circa di azoto, cioè circa tre quarti del contenuto iniziale; il rapporto delle pressioni è un quarto, e la lieve diminuzione di temperatura fa restare nella bombola un po’ più di un quarto delle moli iniziali.
Esercizio 4
Due recipienti, di volumi e , sono collegati da un tubo sottile chiuso da un rubinetto. Il primo contiene un gas perfetto a , il secondo lo stesso gas a , entrambi alla stessa temperatura. Si apre il rubinetto e si attende l’equilibrio, a temperatura invariata. Calcolare la pressione finale.
Il gas non esce dal sistema dei due recipienti, quindi il numero totale di moli si conserva; dopo l’apertura il gas occupa il volume con un’unica pressione . Ogni numero di moli si scrive con l’equazione di stato. La temperatura è la stessa in tutti gli stati, perciò si semplifica e la pressione finale è la media delle pressioni iniziali pesata con i volumi.
Nel rapporto i volumi compaiono sia al numeratore sia al denominatore, quindi si possono lasciare in litri. Come controllo, è compreso tra le due pressioni iniziali ed è più vicino a quella del recipiente più grande.