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Teoria

Secondo principio, macchine termiche ed entropia

Come il secondo principio limita la trasformazione di calore in lavoro, perché il ciclo di Carnot fissa il rendimento massimo tra due temperature e come l'entropia misura l'irreversibilità delle trasformazioni.

In questa pagina
  1. Trasformazioni reversibili e irreversibili
  2. Macchine termiche e rendimento

Trasformazioni reversibili e irreversibili

1. Serbatoio termico

Un serbatoio termico (o sorgente di calore) è un sistema con capacità termica così grande che il calore scambiato con altri corpi non ne modifica la temperatura in modo apprezzabile. Un serbatoio è quindi descritto da una sola grandezza, la sua temperatura , che resta costante. L’atmosfera, un lago, la caldaia di una centrale mantenuta a temperatura fissa sono buone approssimazioni di serbatoi. Le macchine termiche si descrivono indicando con quali serbatoi scambiano calore.

2. Trasformazione reversibile

Una trasformazione di un sistema è reversibile se può essere percorsa in verso opposto riportando allo stato iniziale sia il sistema sia l’ambiente con cui ha interagito. Una trasformazione reversibile è quasistatica, cioè formata da stati di equilibrio, e priva di effetti dissipativi. Inoltre il calore vi viene scambiato solo tra corpi a temperature che differiscono di una quantità infinitesima.

Le trasformazioni reali sono irreversibili. Le cause tipiche sono l’attrito, gli scambi di calore tra corpi a temperature diverse, l’espansione libera di un gas nel vuoto e il mescolamento di sostanze diverse. Una trasformazione reversibile è quindi un modello ideale; serve come termine di confronto, perché, come mostra il teorema di Carnot, una macchina reversibile ha il rendimento massimo tra due serbatoi assegnati.

Macchine termiche e rendimento

1. Macchina termica

Una macchina termica è un sistema che compie una trasformazione ciclica, assorbe calore da uno o più serbatoi, ne cede una parte ad altri serbatoi e produce un lavoro positivo. Si indica con la somma dei calori assorbiti in un ciclo e con la somma dei valori assoluti dei calori ceduti. Poiché in un ciclo , il lavoro prodotto in un ciclo è

Nel caso più semplice la macchina lavora tra due serbatoi a temperature ; si indicano allora con e i calori scambiati con il serbatoio caldo e con quello freddo, presi con il segno della convenzione del primo principio. Per un motore si ha , e . Se il fluido della macchina percorre un ciclo quasistatico, il lavoro è l’area racchiusa dal ciclo nel piano , positiva quando il ciclo è percorso in senso orario.

V p 12345612345 O L = area
Un ciclo percorso in senso orario nel piano , in unità arbitrarie: il lavoro fatto dal fluido in un ciclo è positivo ed è uguale all'area racchiusa

2. Rendimento

Il rendimento di una macchina termica è il rapporto tra il lavoro prodotto in un ciclo e il calore assorbito nello stesso ciclo:

Per una macchina tra due serbatoi la formula diventa . Il rendimento è un numero puro e misura quale frazione del calore assorbito diventa lavoro. Dalla formula segue ogni volta che la macchina cede calore; il secondo principio afferma che questa cessione è inevitabile. Per esempio una macchina che in ogni ciclo assorbe e ne cede produce e ha rendimento .

La teoria continua con 9 altri paragrafi (macchine frigorifere e pompe di calore, enunciati del secondo principio, ciclo di carnot…), oltre a tutte le schede svolte, le soluzioni e il PDF.

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