Esercizi svolti · Scheda 2
Corpi in equilibrio appesi a fili
Teoria usata: Equilibrio del punto materialeTensione di un filoTensione lungo un filo idealeCarrucola idealePrincipio di sovrapposizione delle forzeDiagramma di corpo libero
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Esercizio 1
Una lampada di massa è appesa al soffitto con un filo verticale. Alla lampada è appesa, con un secondo filo verticale, una seconda lampada di massa . I fili sono ideali e il sistema è in quiete. Calcolare la tensione dei due fili.
Si scrive la condizione di equilibrio per ciascuna lampada, con l’asse verticale orientato verso l’alto. Sulla lampada inferiore agiscono il peso e la tensione del filo inferiore, quindi . Sulla lampada superiore agiscono il peso, la tensione del filo superiore, verso l’alto, e la tensione del filo inferiore, che tira verso il basso.
Il filo inferiore è ideale, perciò tira la lampada superiore con la stessa tensione con cui sostiene quella inferiore. Ne segue che il filo superiore regge il peso di entrambe le lampade, . Lo stesso risultato si ottiene considerando le due lampade e il filo inferiore come un unico corpo di massa , sul quale la tensione è una forza interna.
Esercizio 2
Un quadro di massa è appeso a un chiodo mediante un filo ideale, fissato ai due lati della cornice, che passa sul chiodo senza attrito; i due tratti di filo sono simmetrici e formano ciascuno un angolo di con l’orizzontale. Calcolare la tensione del filo. Calcolare poi la tensione se il filo viene accorciato in modo che i due tratti formino un angolo di con l’orizzontale.
Si tratta il quadro come un punto materiale. Su di esso agiscono il peso e le tensioni dei due tratti di filo, dirette lungo i tratti verso il chiodo, dove le rette d’azione delle tre forze si incontrano. Poiché il filo è ideale e passa sul chiodo senza attrito, i due tratti hanno la stessa tensione . Le componenti orizzontali delle due tensioni hanno lo stesso modulo e versi opposti, quindi la prima equazione è soddisfatta per ogni valore di . Le componenti verticali sono entrambe verso l’alto, e la loro somma equilibra il peso.
Con i tratti a la tensione è , poco più della metà del peso. Con i tratti a il seno è molto più piccolo, quindi la tensione sale a , quasi tre volte il peso. Nel caso limite la tensione tenderebbe all’infinito, perciò un filo teso in orizzontale non può sostenere un peso.
Esercizio 3
Un semaforo di massa è sostenuto da due cavi ideali fissati a due pali. Il cavo di sinistra forma un angolo di con l’orizzontale, quello di destra un angolo di . Calcolare le tensioni (cavo di sinistra) e (cavo di destra).
Sul semaforo agiscono il peso e le tensioni dei due cavi, ciascuna diretta lungo il proprio cavo verso il palo. Si sceglie l’asse orizzontale verso destra e l’asse verticale verso l’alto. La tensione ha componenti , la tensione ha componenti . Il semaforo è in quiete, quindi la risultante è nulla e le due componenti forniscono un sistema lineare nelle incognite e .
Dalla prima equazione si ricava in funzione di ; sostituendo nella seconda si ottiene e quindi . Il cavo più vicino alla verticale regge la tensione maggiore. Come controllo, i due cavi sono perpendicolari, perché , perciò le tensioni sono le proiezioni del peso sulle due direzioni: e , in accordo con i valori trovati.
Esercizio 4
Un carico di massa è appeso a una carrucola mobile. Il filo che sostiene la carrucola mobile ha un estremo fissato al soffitto, passa sotto la carrucola mobile, poi su una carrucola fissa al soffitto, e l’altro estremo viene tirato verso il basso da un operaio. Fili e carrucole sono ideali e i tratti di filo che sostengono la carrucola mobile sono verticali. Calcolare la forza che l’operaio deve esercitare per sollevare il carico a velocità costante e quella necessaria per sollevarlo con accelerazione verso l’alto.
Si considera come corpo l’insieme del carico e della carrucola mobile, che ha massa trascurabile. Su di esso agiscono il peso del carico e due forze verso l’alto, una per ciascun tratto di filo che passa sotto la carrucola. Il filo è ideale e le carrucole sono ideali, quindi la tensione è la stessa in ogni tratto, compreso quello tirato dall’operaio; perciò la forza dell’operaio è proprio .
A velocità costante l’accelerazione è nulla e il secondo principio si riduce all’equilibrio , quindi l’operaio esercita metà del peso, . Con accelerazione verso l’alto la risultante deve valere , perciò la forza sale a . La carrucola fissa cambia solo la direzione della forza, permettendo all’operaio di tirare verso il basso.