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Esercizi svolti · Scheda 3

Piani inclinati

Teoria usata: Corpo su un piano inclinato liscioPiano inclinato con attritoAngolo limite di attritoLeggi dell'attrito radenteReazione vincolareCome si imposta un problema di dinamica

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Esercizio 1

Un blocco di massa viene lasciato libero, da fermo, in cima a un piano inclinato liscio lungo e inclinato di . Calcolare l’accelerazione del blocco, la reazione normale del piano, il tempo impiegato a raggiungere la base e la velocità alla base.

Il piano è liscio, quindi sul blocco agiscono solo il peso e la reazione normale. Si sceglie l’asse lungo il piano, verso il basso, e l’asse perpendicolare al piano. Il peso si scompone in lungo il piano e perpendicolare al piano; il blocco non si stacca dal piano, perciò lungo l’accelerazione è nulla e la reazione normale equilibra la componente perpendicolare. Si ottengono così i risultati del piano inclinato liscio, e .

L’accelerazione è costante e il blocco parte da fermo, quindi il moto lungo il piano è uniformemente accelerato. Dalla legge oraria si ricava il tempo per percorrere i , e dalla relazione tra velocità e spazio la velocità finale. Come controllo, . La velocità alla base è la stessa che si avrebbe in caduta libera da un’altezza , poiché ; il motivo si chiarisce nell’argomento sul lavoro e l’energia.

Esercizio 2

Una cassa di massa deve essere spinta a velocità costante lungo un piano inclinato liscio di , verso l’alto. Calcolare il modulo della forza necessaria se la forza è parallela al piano e se invece è orizzontale; nel secondo caso calcolare anche la reazione normale.

A velocità costante l’accelerazione è nulla, quindi la risultante delle forze è nulla in entrambi i casi. Si usano gli assi del piano inclinato: lungo il piano verso l’alto, perpendicolare. Nel primo caso la forza applicata ha solo la componente lungo e deve equilibrare la componente del peso lungo il piano, .

Nel secondo caso la forza orizzontale forma l’angolo con il piano, quindi ha una componente lungo il piano e una componente che preme la cassa contro il piano. La prima equazione dà , un valore maggiore di quello con la forza parallela, perché solo una parte della forza orizzontale è utile a spingere lungo il piano. La seconda equazione dà la reazione normale , maggiore di a causa della componente di che spinge contro il piano.

Esercizio 3

Un blocco di massa è appoggiato su un piano inclinato di , con coefficienti di attrito e . Stabilire se il blocco, lasciato libero da fermo, comincia a scivolare; in caso affermativo calcolare la sua accelerazione e la velocità dopo un tratto di .

Per stabilire se il blocco scivola si usa la condizione dell’angolo limite, secondo la quale un corpo fermo resta in quiete se e solo se . Poiché supera , l’attrito statico non riesce a equilibrare la componente del peso lungo il piano, e il blocco comincia a scivolare.

Durante lo scivolamento l’attrito è dinamico, ha modulo ed è diretto lungo il piano verso l’alto, in verso opposto al moto. Il secondo principio lungo il piano dà l’accelerazione del piano inclinato con attrito, , che non dipende dalla massa; la massa serve solo a calcolare le forze, per esempio e . Il moto è uniformemente accelerato da fermo, quindi dopo la velocità è . Come controllo, l’accelerazione è minore di quella sul piano liscio, .

Esercizio 4

Un blocco viene lanciato verso l’alto lungo un piano inclinato di con velocità iniziale . I coefficienti di attrito tra blocco e piano sono e . Calcolare la distanza percorsa lungo il piano prima di fermarsi, stabilire se il blocco ridiscende e, in caso affermativo, calcolare la velocità con cui ripassa dal punto di lancio.

xyPNfαmoto in salita
Durante la salita l'attrito dinamico e la componente del peso lungo il piano, , sono entrambi diretti verso il basso

Il problema si divide in due fasi, perché l’attrito dinamico cambia verso quando cambia il verso del moto. In salita il blocco si muove verso l’alto, quindi l’attrito è diretto verso il basso, come la componente del peso lungo il piano, e le due forze si sommano e la decelerazione vale . Il moto è uniformemente decelerato, perciò il blocco si ferma dopo .

Nel punto più alto il blocco è fermo per un istante, quindi per sapere se ridiscende si usa la condizione dell’angolo limite. Poiché supera , il blocco ridiscende. In discesa l’attrito è diretto verso l’alto e si oppone alla componente del peso, perciò l’accelerazione è molto più piccola, . Ripercorrendo i partendo da fermo, il blocco ripassa dal punto di lancio con , meno della metà della velocità iniziale, perché in entrambe le fasi l’attrito ha sottratto energia al moto.

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