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Esercizi svolti · Scheda 2

Accelerazione di gravità su altri pianeti, in quota e in profondità

Teoria usata: Accelerazione di gravità alla superficieVariazione di g con la quotaVariazione di g con la profonditàCampo di una sfera omogeneaAssenza di peso in orbita

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Esercizio 1

Marte ha massa e raggio . Calcolare l’accelerazione di gravità alla sua superficie e il peso su Marte di un astronauta di massa , confrontandolo con il peso sulla Terra (). Si trascuri la rotazione del pianeta.

Il pianeta si considera una sfera la cui densità dipende solo dalla distanza dal centro, quindi alla superficie attrae come una massa puntiforme posta nel centro a distanza . L’accelerazione di gravità alla superficie è perciò . Trascurando la rotazione, il peso coincide con la forza gravitazionale .

La massa dell’astronauta è la stessa sui due pianeti, mentre il peso cambia nel rapporto tra le accelerazioni di gravità: su Marte l’astronauta pesa il di quanto pesa sulla Terra. Come controllo dell’ordine di grandezza, Marte ha circa un decimo della massa terrestre e circa metà del raggio; poiché è proporzionale a , si ottiene circa volte il valore terrestre, in accordo con il calcolo.

Esercizio 2

Determinare la quota alla quale l’accelerazione di gravità terrestre vale un quarto del valore alla superficie e la quota alla quale è diminuita dell’. Per la seconda quota si confronti il valore esatto con quello dato dall’approssimazione per piccole quote. Si usi .

h g 1231 O
in funzione di : alla quota il rapporto è ; la retta tratteggiata è l'approssimazione , valida solo vicino a

Per la variazione di g con la quota il rapporto è . Si impone che sia uguale a e si estrae la radice quadrata; entrambi i membri sono positivi, quindi l’equazione ottenuta è equivalente e si risolve rispetto a . Con la distanza dal centro deve raddoppiare, perciò la quota è uguale al raggio terrestre.

Per una diminuzione dell’ la quota esatta è . L’approssimazione al primo ordine dà , con una differenza inferiore all’, perché la quota è piccola rispetto a . Il grafico mostra che a quote confrontabili con la retta si allontana dalla curva esatta e l’approssimazione non si applica.

Esercizio 3

La Stazione spaziale internazionale orbita a una quota . Calcolare l’accelerazione di gravità a quella quota, in valore assoluto e in rapporto al valore alla superficie, con , e spiegare perché gli astronauti a bordo galleggiano.

La quota si somma al raggio terrestre per ottenere la distanza dal centro, , e la variazione di g con la quota dà un’accelerazione di gravità pari all’ di quella al suolo. La forza gravitazionale sugli astronauti è quindi quasi la stessa che sentono sulla Terra.

Gli astronauti galleggiano perché la stazione e tutto ciò che contiene si muovono con la stessa accelerazione , diretta verso il centro della Terra: sono in caduta libera insieme. Il pavimento della stazione non deve sostenere gli astronauti, quindi non esercita su di loro alcuna reazione vincolare, e la reazione del vincolo è ciò che si percepisce come peso. Perciò il peso apparente è nullo anche se la forza gravitazionale è presente.

Esercizio 4

Nel modello di Terra sferica a densità uniforme, determinare la profondità alla quale l’accelerazione di gravità è uguale a quella alla quota sopra la superficie. Si usi e si confronti il risultato con .

All’interno di una sfera omogenea il campo cresce linearmente con la distanza dal centro, quindi a profondità , cioè a distanza dal centro, vale ; è la variazione di g con la profondità. All’esterno vale invece la legge con . Uguagliando le due espressioni si semplifica e si ricava .

La profondità cercata è circa , quasi il doppio della quota. Il motivo si vede dalle approssimazioni al primo ordine: in quota , in profondità , quindi le due accelerazioni coincidono per . La piccola differenza rispetto a è dovuta ai termini trascurati nell’approssimazione.

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