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Teoria

Autovalori, autovettori e diagonalizzazione

Come si calcolano autovalori e autospazi di una matrice o di un endomorfismo, quando una matrice è diagonalizzabile e come si costruisce la matrice diagonalizzante, con le applicazioni alle potenze e alle matrici con parametro.

In questa pagina
  1. Autovalori e autovettori
  2. Il polinomio caratteristico

Autovalori e autovettori

1. Autovalore e autovettore di un endomorfismo

Sia uno spazio vettoriale reale e sia un’applicazione lineare, detta endomorfismo di . Un numero è un autovalore di se esiste un vettore che soddisfa insieme le due condizioni

e ogni vettore con queste due proprietà si chiama autovettore di relativo all’autovalore . Un autovettore è quindi un vettore non nullo che trasforma in un suo multiplo, perciò la retta viene mandata in sé. La condizione è necessaria nella definizione, poiché per ogni ; l’autovalore invece può essere , e questo accade esattamente quando contiene vettori non nulli.

2. Autovalore e autovettore di una matrice

Sia . Un numero è un autovalore di se esiste un vettore colonna , con , tale che , e si chiama autovettore di relativo a . È la definizione precedente applicata all’endomorfismo di . Per verificare che un vettore assegnato è un autovettore si calcola e si controlla che sia un multiplo di ; il coefficiente di proporzionalità è l’autovalore.

Esempio

Siano

Poiché , il vettore è un autovettore di relativo all’autovalore . Invece non è multiplo di , perché la seconda componente di è nulla e quella di no, quindi non è un autovettore.

x y 123456123456 O wAvvAw
resta sulla retta di (tratteggiata): la direzione di è invariante; esce dalla retta di , l'asse

Il polinomio caratteristico

1. Polinomio caratteristico

Sia . Il polinomio caratteristico di è

un polinomio di grado nella variabile , con coefficiente direttivo . Si ottiene sottraendo a ogni elemento della diagonale principale e calcolando il determinante con le regole dell’argomento sui determinanti. Per risulta .

2. Autovalori come radici del polinomio caratteristico

Sia e sia . Allora è un autovalore di se e solo se

Il teorema riduce la ricerca degli autovalori alla risoluzione di un’equazione polinomiale di grado . Per la matrice dell’esempio precedente , quindi gli autovalori sono e . Una matrice di ordine ha al più autovalori distinti, perché un polinomio di grado ha al più radici.

Dimostrazione

L’uguaglianza equivale a , cioè a . Quindi è un autovalore se e solo se il sistema lineare omogeneo ha una soluzione . Poiché la matrice dei coefficienti è quadrata, per il criterio richiamato sotto questo accade se e solo se .

Matrici triangolari e sviluppo lungo una riga

Se è triangolare, in particolare diagonale, anche è triangolare, e il suo determinante è il prodotto degli elementi diagonali:

Gli autovalori di una matrice triangolare sono quindi i suoi elementi diagonali, ciascuno contato tante volte quante compare. Per l’unico autovalore è , con . Quando la matrice non è triangolare ma ha una riga o una colonna in cui tutti gli elementi fuori dalla diagonale sono nulli, conviene calcolare con lo sviluppo di Laplace lungo quella riga o colonna, poiché il polinomio si ottiene già in parte fattorizzato.

3. Traccia, determinante e autovalori

Sia . Il termine noto di è e il coefficiente di è . Per si ha quindi

Se ha radici reali , contate con la loro molteplicità, allora

La prima affermazione segue ponendo e osservando che nello sviluppo di le potenze e provengono solo dal prodotto degli elementi diagonali; la seconda segue confrontando i coefficienti con . Le due uguaglianze servono da controllo dei calcoli: per si ha e . Poiché , la matrice è invertibile se e solo se non è un autovalore di .

La teoria continua con 7 altri paragrafi (matrici simili ed endomorfismi, autospazi, molteplicità algebrica e geometrica…), oltre a tutte le schede svolte, le soluzioni e il PDF.

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