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Teoria

Massimi e minimi liberi e vincolati

Come si trovano e si classificano i massimi e i minimi di una funzione di due variabili, con i punti stazionari e la matrice hessiana, come si cercano gli estremi assoluti su un insieme chiuso e limitato e gli estremi su un vincolo, con la sostituzione e con i moltiplicatori di Lagrange, e come questi metodi risolvono i problemi del profitto, del consumatore e del costo minimo.

In questa pagina
  1. Massimi e minimi relativi e assoluti
  2. Punti stazionari e condizione del primo ordine

Massimi e minimi relativi e assoluti

Sia una funzione di due variabili definita su un insieme e sia . Il punto è un punto di massimo relativo (o locale) di se esiste un disco di centro tale che

ed è un punto di minimo relativo se vale la disuguaglianza opposta, . Se la disuguaglianza vale per ogni , il massimo o il minimo si dice assoluto. Con le disuguaglianze strette per si parla di massimo o di minimo stretto. I massimi e i minimi si chiamano insieme estremi.

In altre parole, è di minimo relativo quando nessun punto vicino dà a un valore più piccolo, e di minimo assoluto quando nessun punto del dominio lo fa. Per esempio ha in un minimo assoluto stretto, perché e per ogni . Le nozioni di disco, punto interno e insieme chiuso e limitato sono quelle dell’argomento sulle funzioni di due variabili.

Punti stazionari e condizione del primo ordine

1. Teorema di Fermat in due variabili

Sia un punto interno al dominio di , di massimo o di minimo relativo. Se in esistono le derivate parziali, allora

Il teorema riduce la ricerca degli estremi interni alla soluzione di un sistema di due equazioni in due incognite. Come nel caso di una variabile, la condizione è necessaria ma non sufficiente, e i punti trovati vanno poi classificati.

Dimostrazione

L’idea è di guardare solo lungo la retta orizzontale per , dove diventa una funzione di una variabile. Si pone . Poiché è interno, è definita in un intervallo che contiene al suo interno. Se è di massimo relativo per , allora per vicino a , quindi è di massimo relativo per . La derivata è il limite del rapporto incrementale , cioè per definizione . Il teorema di Fermat applicato a dà perciò . Con la retta verticale, , si ottiene allo stesso modo . Il caso del minimo è analogo.

2. Punto stazionario

Un punto interno in cui si chiama punto stazionario (o critico) di . Per una funzione con derivate parziali in ogni punto di un dominio aperto, i massimi e i minimi relativi vanno cercati solo tra i punti stazionari. Per esempio, per si ha

quindi l’unico punto stazionario è . Completando i quadrati si scrive . La somma dei due quadrati è positiva in ogni punto diverso da , quindi è un minimo assoluto con valore .

3. Punto di sella

Un punto stazionario è un punto di sella se in ogni disco di centro ci sono punti in cui e punti in cui . Un punto di sella non è quindi né di massimo né di minimo relativo. L’esempio tipico è nell’origine. Il gradiente si annulla in , ma lungo l’asse la funzione vale , positiva per , e lungo l’asse vale , negativa per . Il nome viene dalla forma del grafico vicino all’origine, simile a una sella, con quote che aumentano spostandosi lungo l’asse e diminuiscono spostandosi lungo l’asse .

t z -3-2-1123-5-4-3-2-112345 O
z=f(t,0)=t2z = f(t, 0) = t^2z=f(0,t)=−t2z = f(0, t) = -t^2
Restrizioni di ai due assi: in la prima ha un minimo e la seconda un massimo, quindi è un punto di sella

La teoria continua con 6 altri paragrafi (matrice hessiana e test dellhessiana, casi indecisi, massimi e minimi assoluti su insiemi chiusi e limitati…), oltre a tutte le schede svolte, le soluzioni e il PDF.

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