Esercizi svolti · Scheda 2
Riflessioni totali e angoli limite
Teoria usata: Riflessione totale e angolo limiteLegge di SnellVerso della deviazione
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Esercizio 1
Una piccola lampada si trova sul fondo di una piscina, a profondità sotto la superficie dell’acqua (), che è piana e in quiete. Visti dall’alto, i raggi della lampada escono dall’acqua solo attraverso un disco luminoso centrato sulla verticale della lampada. Calcolare il raggio del disco e la sua area.
La luce passa dall’acqua all’aria, cioè verso un mezzo meno rifrangente, quindi esiste l’angolo limite , con . Un raggio che parte dalla lampada con angolo rispetto alla verticale incide sulla superficie con lo stesso angolo , perché la normale alla superficie è verticale, e la raggiunge alla distanza dalla verticale della lampada. I raggi con escono, quelli con vengono riflessi totalmente; perciò il bordo del disco luminoso è a distanza .
Per la seconda forma della formula si usa con , che dà . Il raggio del disco è proporzionale alla profondità: una lampada più profonda illumina un disco più ampio, ma la luce si distribuisce su un’area maggiore.
Esercizio 2
Un prisma di vetro ha la sezione a forma di triangolo rettangolo isoscele. Un raggio entra perpendicolarmente a uno dei cateti e incide dall’interno sull’ipotenusa. Calcolare il minimo indice di rifrazione del vetro perché sull’ipotenusa avvenga riflessione totale con il prisma in aria. Stabilire poi se un prisma con produce riflessione totale anche quando è immerso in acqua ().
Il raggio entra perpendicolarmente al cateto, quindi per la legge di Snell non devia. Il cateto e l’ipotenusa formano un angolo di , perciò il raggio interno, perpendicolare al cateto, forma con la normale all’ipotenusa: l’angolo di incidenza sull’ipotenusa è . C’è riflessione totale se questo angolo è almeno uguale all’angolo limite, cioè se , dove è l’indice del mezzo esterno. In aria serve , e un vetro comune con soddisfa la condizione.
In acqua il rapporto tra gli indici è , minore di . L’angolo limite vetro-acqua è circa , maggiore di , quindi il raggio esce in parte dall’ipotenusa e il prisma immerso non produce riflessione totale.
Esercizio 3
Una fibra ottica ha il nucleo con indice e il mantello con indice . Un raggio che si propaga in aria incide sulla faccia d’ingresso della fibra, piana e perpendicolare all’asse, formando con l’asse l’angolo . Calcolare l’angolo limite tra nucleo e mantello e il massimo valore di per cui il raggio resta guidato nel nucleo.
All’ingresso la normale alla faccia è parallela all’asse, quindi il raggio forma con la normale l’angolo in aria e l’angolo nel nucleo, legati dalla legge di Snell. Il raggio rifratto incide poi sulla superficie laterale, la cui normale è perpendicolare all’asse, perciò l’angolo di incidenza sul mantello è .
Il raggio resta nel nucleo se su questa superficie avviene riflessione totale, cioè se . Un angolo maggiore dà un maggiore e quindi un minore; la condizione equivale perciò a , cioè a . Scrivendo il coseno con si ottiene . Con i dati la fibra accetta i raggi entro dall’asse; il limite corrisponde a , complementare dell’angolo limite. La grandezza si chiama apertura numerica della fibra.