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Esercizi svolti · Scheda 3

Forze tra fili paralleli

Teoria usata: Forza tra due fili paralleliCampo di un filo rettilineo infinito

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Esercizio 1

I due conduttori di un cavo di alimentazione sono rettilinei e paralleli, a distanza , e sono percorsi in versi opposti dalla corrente . Calcolare la forza per unità di lunghezza tra i conduttori e la forza su un tratto lungo , dicendo se è attrattiva o repulsiva.

La distanza tra i conduttori è molto minore della loro lunghezza, quindi i conduttori si possono trattare come fili infiniti e si applica il teorema sulla forza tra due fili paralleli, con . Le correnti sono discordi, perciò la forza è repulsiva: i due conduttori tendono ad allontanarsi. La forza su un tratto di è di circa , piccola in condizioni normali; poiché dipende dal quadrato della corrente, diventa rilevante nei cortocircuiti, quando la corrente aumenta di molte volte.

Esercizio 2

Tre fili rettilinei infiniti, paralleli e complanari, sono equidistanti, con distanza tra fili adiacenti. Sono percorsi nello stesso verso dalle correnti , e , con il filo in mezzo. Calcolare la forza per unità di lunghezza su ciascun filo.

I₁I₂I₃F₁F₂F₃dd
Tre fili con correnti concordi: ogni filo è attratto dagli altri due, e la forza risultante su ciascuno è rivolta verso il lato in cui le attrazioni sono maggiori

Per il principio di sovrapposizione la forza su ciascun filo è la somma delle forze dovute agli altri due, e ogni coppia di fili interagisce secondo il teorema sulla forza tra due fili paralleli; indica il modulo della forza per unità di lunghezza tra i fili e , che per i fili e si trovano a distanza . Le correnti sono tutte concordi, quindi ogni forza è attrattiva.

Il filo è attratto verso destra da entrambi gli altri, e le due forze si sommano. Il filo è attratto verso sinistra dal filo e verso destra dal filo ; l’attrazione del filo è maggiore, perciò la risultante è rivolta verso il filo . Il filo è attratto verso sinistra da entrambi. Come controllo, le forze interne a un sistema hanno risultante nulla per il terzo principio della dinamica: contando positive le forze verso destra si ha .

Esercizio 3

Un filo rettilineo lungo, appoggiato su un tavolo orizzontale, è percorso dalla corrente . Sopra di esso, parallelo, si trova un secondo filo, libero di muoversi in verticale lungo guide lisce, con massa per unità di lunghezza , percorso dalla corrente in verso opposto a . Calcolare l’altezza alla quale il secondo filo resta in equilibrio e stabilire se l’equilibrio è stabile per spostamenti verticali.

Sul filo superiore agiscono il peso, rivolto verso il basso, e la forza magnetica dovuta al filo inferiore. Le correnti sono discordi, quindi per il teorema sulla forza tra due fili paralleli la forza magnetica è repulsiva, cioè rivolta verso l’alto. Le guide lisce esercitano solo forze orizzontali, perciò all’equilibrio la forza magnetica su un tratto di lunghezza uguaglia il peso di quel tratto; la lunghezza si semplifica e resta la massa per unità di lunghezza. Il filo galleggia a circa dal filo inferiore.

Se il filo scende di poco, la distanza diminuisce e la forza repulsiva, inversamente proporzionale a , supera il peso; la risultante è allora rivolta verso l’alto e riporta il filo verso la posizione di equilibrio. Se il filo sale, la forza magnetica diventa minore del peso e il filo ridiscende. L’equilibrio è quindi stabile per spostamenti verticali.

Esercizio 4

Una spira rettangolare rigida giace nello stesso piano di un filo rettilineo infinito percorso dalla corrente . I lati della spira paralleli al filo sono lunghi ; il lato più vicino dista dal filo e il più lontano . La spira è percorsa dalla corrente , che nel lato vicino al filo ha lo stesso verso di . Calcolare la forza risultante sulla spira.

I₁I₂F₁F₂cc + ba
Spira rettangolare accanto a un filo: il lato vicino, con corrente concorde, è attratto; il lato lontano, con corrente discorde, è respinto con una forza minore

La forza sulla spira è la somma delle forze sui quattro lati. I due lati paralleli al filo si trovano ciascuno a distanza costante dal filo, quindi su ciascuno di essi il campo del filo è uniforme e si applica il teorema sulla forza tra due fili paralleli, con la lunghezza del lato. Nel lato vicino la corrente è concorde con e la forza è attrattiva; nel lato lontano la corrente, che percorre la spira in un solo verso, è discorde, e la forza è repulsiva.

I due lati perpendicolari al filo sono percorsi da correnti opposte e si trovano nello stesso campo, che varia solo con la distanza dal filo; perciò su ogni tratto dell’uno agisce una forza opposta a quella sul tratto corrispondente dell’altro, e i loro contributi si annullano. La forza risultante è quindi , rivolta verso il filo, perché il lato attratto è più vicino.

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