Esercizi svolti · Scheda 1
Potenziali di sistemi di cariche puntiformi
Teoria usata: Potenziale di una carica puntiformePotenziale di un sistema di carichePotenziale elettricoSuperfici equipotenzialiCampo come gradiente del potenziale
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Esercizio 1
Una carica puntiforme è ferma nell’origine e una carica puntiforme è ferma nel punto . Calcolare il potenziale nel punto medio del segmento che congiunge le cariche e nel punto , con potenziale nullo a distanza infinita.
Le cariche sono puntiformi e il riferimento è all’infinito, quindi ciascuna produce il potenziale , e per il potenziale di un sistema di cariche il potenziale totale è la somma dei due contributi, con il loro segno. Nel punto medio le distanze sono uguali, perciò i due termini si sommano con un denominatore comune e conta solo la carica totale . In la distanza da è l’ipotenusa del triangolo rettangolo di cateti e , cioè . Entrambi i potenziali sono positivi, perché nei due punti prevale il contributo della carica positiva, che è maggiore in valore assoluto ed è più vicina o alla stessa distanza.
Esercizio 2
Con le stesse cariche dell’esercizio 1, determinare i punti dell’asse in cui il potenziale è nullo. Mostrare poi che nel piano i punti a potenziale nullo formano una circonferenza.
- per : , cioè , che non soddisfa ;
- per : , cioè ;
- per : , cioè .
Il potenziale è nullo quando i due contributi sono opposti. Poiché , la condizione equivale a , cioè il punto deve essere due volte più lontano dalla carica positiva che dalla negativa. Sull’asse le distanze sono valori assoluti, quindi si distinguono i tre intervalli separati dalle posizioni delle cariche. A sinistra dell’origine la soluzione trovata non appartiene all’intervallo, e infatti lì ogni punto è più vicino alla carica positiva, che è anche la maggiore in valore assoluto; perciò il potenziale si annulla solo nei punti e .
Nel piano la condizione si eleva al quadrato, poiché le distanze sono positive, e dopo aver diviso per e completato il quadrato in diventa l’equazione di una circonferenza di centro e raggio . Per la simmetria rispetto all’asse , nello spazio la superficie equipotenziale è la sfera con lo stesso centro e lo stesso raggio. Come controllo, i due punti dell’asse trovati prima sono gli estremi del diametro orizzontale.
Esercizio 3
Due cariche puntiformi occupano due vertici di un triangolo equilatero di lato . Determinare la carica da porre nel terzo vertice perché il potenziale nel baricentro del triangolo sia nullo. Con questa carica, calcolare il potenziale nel punto medio del lato che congiunge e e il campo elettrico in .
Il baricentro di un triangolo equilatero è equidistante dai tre vertici, alla distanza , quindi per il potenziale di un sistema di cariche il potenziale in è proporzionale alla carica totale, e si annulla se . In le cariche e distano mezzo lato, mentre dista l’altezza ; il contributo positivo prevale e il potenziale vale circa .
Il campo in si calcola come somma di vettori. Il campo di ciascuna carica positiva è diretto da quella carica verso e prosegue oltre; i due campi formano un angolo di con la mediana che va da al terzo vertice, perciò le componenti perpendicolari alla mediana si annullano e restano le due componenti dirette verso . Il campo di , negativa, è diretto verso , quindi tutti i contributi hanno lo stesso verso. Il campo in è perciò diverso da zero, circa verso il vertice di , anche se il potenziale in è nullo. Per il campo come gradiente del potenziale, infatti, il campo in un punto dipende da come il potenziale varia attorno al punto.