Formulario gratuito
Formulario di Analisi matematica 1
Le formule di Analisi matematica 1 con le loro ipotesi: funzioni elementari e goniometria, numeri complessi, limiti notevoli, derivate e sviluppi di Taylor, integrali e integrali impropri, serie ed equazioni differenziali.
Il formulario si legge qui per intero. Il PDF, pronto da stampare, si scarica con un account gratuito.
Scarica il PDFCrea un account gratuito e scarica il PDFHai già un account? Accedi
Insiemi, induzione e binomio di Newton
Le dimostrazioni e gli esempi sono nel capitolo Insiemi, induzione e funzioni elementari.
Estremo superiore e inferiore con epsilon
Vale per non vuoto e . Se non è limitato superiormente si pone , e questo equivale a dire che per ogni esiste con . Il massimo di esiste se e solo se , e in tal caso coincide con .
Principio di induzione
La prima condizione è la base, la seconda il passo induttivo, nel quale è l’ipotesi induttiva. La conclusione richiede che siano soddisfatte entrambe le condizioni.
Somme notevoli
Le prime tre valgono per ogni , la somma geometrica per ogni e ogni ; per la somma vale . Si dimostrano per induzione su .
Disuguaglianza di Bernoulli
Vale per ogni e ogni . Con si ottiene .
Fattoriale e coefficiente binomiale
Il coefficiente binomiale è definito per con e conta i sottoinsiemi di elementi di un insieme di elementi. Nei calcoli i fattoriali si semplificano con la formula ricorsiva, per esempio .
Proprietà dei coefficienti binomiali
La seconda riga è la formula di Stifel, che genera il triangolo di Tartaglia. Le due somme della terza riga seguono dal binomio di Newton con e con , .
Binomio di Newton
Vale per ogni e ogni . Il termine dello sviluppo che contiene è .
Funzioni elementari e dominio naturale
Le proprietà delle funzioni elementari e le regole sul dominio si trovano nel capitolo Insiemi, induzione e funzioni elementari.
Proprietà delle potenze
Valgono per e ; nell’ultima e . Con esponenti interi le stesse regole valgono anche per basi negative; una base nulla richiede esponenti positivi.
Radici e valore assoluto
La prima vale per ogni ; per si ha . Le radici di indice dispari sono definite su tutto , quelle di indice pari su .
Valore assoluto e disequazioni
Le due equivalenze valgono per . Per la prima disequazione non ha soluzioni e la seconda è soddisfatta in ogni punto del dominio di .
Logaritmo e sue proprietà
Valgono per , , e ; nell’identità la variabile è un numero reale qualunque. Il logaritmo in base si indica con .
Cambio di base ed esponenziale in base e
Il cambio di base vale per , , e . La scrittura di come esponenziale richiede e si usa nei limiti e nelle derivate delle potenze con base ed esponente variabili.
Attenzione
Il logaritmo di una somma è diverso dalla somma dei logaritmi. Per esempio , mentre . Inoltre l’uguaglianza richiede ; per si scrive , perché con si ha e non è definito.
Equazioni e disequazioni esponenziali
Valgono per , . Per l’equazione non ha soluzioni, perché l’esponenziale assume solo valori positivi. Le equivalenze tra disequazioni seguono dalla stretta monotonia dell’esponenziale.
Disequazioni logaritmiche
Il sistema contiene la condizione di esistenza dell’argomento minore, e l’altra condizione di esistenza segue dalle due del sistema. Con un numero al secondo membro si scrive , quindi per la disequazione equivale a .
Condizioni per il dominio naturale
Le condizioni relative alle diverse operazioni di un’espressione devono valere nello stesso punto, perciò si raccolgono in un sistema; il dominio naturale è l’insieme delle soluzioni del sistema. Le radici di indice dispari, gli esponenziali, , e non pongono condizioni sull’argomento.
Simmetrie e periodicità
Pari e dispari richiedono un dominio simmetrico rispetto all’origine; il grafico di una funzione pari è simmetrico rispetto all’asse , quello di una funzione dispari rispetto all’origine. I periodi della seconda riga sono i periodi minimi e valgono per .
Trasformazioni del grafico
Le traslazioni sono verso l’alto e verso destra per , verso il basso e verso sinistra per . Dilatazione e compressione sono riferite ad ; per i due effetti si scambiano.
Formule goniometriche
Le definizioni delle funzioni trigonometriche e le identità principali sono nel capitolo Insiemi, induzione e funzioni elementari.
Valori notevoli di seno, coseno e tangente
Gli angoli sono misurati in radianti, e l’angolo di corrisponde a . I valori negli altri quadranti si ricavano con le formule degli archi associati.
Identità pitagorica e tangente
La prima vale per ogni , le altre due per con . Seno e coseno hanno valori in e periodo ; la tangente ha periodo .
Archi associati
Valgono per ogni , e per la tangente in ogni punto in cui è definita. Seno e tangente sono funzioni dispari, il coseno è una funzione pari.
Formule di addizione e sottrazione
Le prime due valgono per ogni , la terza quando , e sono definite.
Duplicazione e linearizzazione
Valgono per ogni , l’ultima quando e sono definite. Le formule di linearizzazione, e espressi con , abbassano il grado e si usano negli integrali.
Formule parametriche
Valgono per con ; la terza richiede anche , cioè . Trasformano un’espressione razionale in e in un’espressione razionale in .
Combinazione lineare di seno e coseno
Vale per non entrambi nulli. Riduce un’equazione lineare in seno e coseno, come , a un’equazione elementare; in questo caso .
Equazioni goniometriche elementari
Le prime due hanno soluzioni solo per , la terza per ogni ; in tutte . Le disequazioni si risolvono sulla circonferenza unitaria in un intervallo di ampiezza uguale al periodo e si estendono per periodicità.
Arcoseno, arcocoseno e arcotangente
La prima identità vale per ; nella seconda il segno è per e per . Inoltre per ogni , mentre vale solo per .
Funzioni iperboliche
Sono definite su . La funzione è dispari con immagine , la funzione è pari con immagine . L’inversa del seno iperbolico è .
Numeri complessi
Il capitolo Numeri complessi contiene le dimostrazioni e gli esempi.
Operazioni in forma algebrica
Valgono per , e il quoziente per . Le potenze di si ripetono con periodo , dato che , , ; quindi , dove è il resto della divisione di per .
Coniugato e modulo
Valgono per e complessi qualunque, con nella formula del reciproco e nel quoziente. Il numero è reale se e solo se .
Forma trigonometrica e argomento principale
Vale per . La formula dà l’argomento principale , e ogni altro argomento differisce da per un multiplo intero di .
Formula di Eulero e forma esponenziale
Valgono per e . Le esponenziali ed coincidono se e solo se è un multiplo intero di . Valori di uso frequente sono ed .
Prodotto, quoziente e formula di De Moivre
Valgono per e con , e per ogni intero . Nel prodotto i moduli si moltiplicano e gli argomenti si sommano.
Radici n-esime
Vale per e intero. Le soluzioni sono esattamente , hanno modulo e sono i vertici di un poligono regolare di lati con centro nell’origine. Le radici -esime dell’unità sono ; per sono , , , .
Equazioni di secondo grado in campo complesso
Vale per con , e le due soluzioni sono complesse coniugate. Con coefficienti complessi le soluzioni sono , dove è una qualunque delle due radici quadrate complesse di .
Equazioni con coniugato e modulo
Si usa per le equazioni in cui compaiono , , o . Posto con , l’uguaglianza dei due membri e equivale al sistema di due equazioni reali nelle incognite e .
Luoghi geometrici nel piano di Gauss
Valgono per , e . Il numero è la distanza tra i punti e .
Teorema fondamentale dell'algebra e fattorizzazione reale
Ogni polinomio di grado a coefficienti complessi ha radici , contate con molteplicità. Se i coefficienti sono reali, le radici non reali compaiono a coppie coniugate con la stessa molteplicità, e il prodotto dei due fattori coniugati è un trinomio reale con discriminante .
Limiti, forme indeterminate e continuità
Le definizioni e i teoremi sono nel capitolo Limiti e continuità.
Operazioni con i limiti infiniti
Qui è il limite di uno dei due termini, e , indicano una funzione che tende a restando positiva o negativa; per i segni delle ultime due si scambiano. Se e con , i limiti di somma, prodotto e quoziente si calcolano con le operazioni su e , con nel quoziente.
Forme indeterminate
In questi casi il limite dipende dalle funzioni e non soltanto dai limiti delle parti. Le ultime tre si riconducono a con , valida per . Il rapporto con dà un limite infinito, con il segno determinato dal segno di e da quello del denominatore.
Limiti delle funzioni elementari
Per si ha se e se . Ogni funzione elementare è continua nel proprio dominio, quindi in un punto del dominio il limite è il valore della funzione.
Polinomi e rapporti di polinomi all'infinito
Vale per e , perché per un polinomio è asintotico al suo termine di grado massimo. Per il segno dell’infinito è il segno di .
Scomposizioni e teorema di Ruffini
L’ultima vale per e , con e radici del trinomio, coincidenti se . Per il teorema di Ruffini, se il polinomio è divisibile per ; nei limiti di rapporti di polinomi per si raccoglie e si semplifica il fattore .
Razionalizzazione
La prima vale per non entrambi nulli, la seconda per reali non entrambi nulli; la terza per ogni . Si usano per le forme e con radici. Per si ha , quindi .
Cambio di variabile nei limiti
Vale se per , per e in un intorno di , escluso al più ; l’ultima condizione si può omettere se è continua in . Per esempio con .
Teorema del confronto
Le disuguaglianze sono richieste in un intorno di , escluso al più , con e costante. Con un limite infinito basta una disuguaglianza, perché da e segue . Dalla seconda riga segue, per esempio, per .
Continuità e punti di discontinuità
Vale per appartenente al dominio e di accumulazione per esso. Un punto di discontinuità si dice
- eliminabile, se il limite esiste finito ed è diverso da , oppure non è definito;
- di salto (o di prima specie), se i limiti laterali esistono finiti e sono diversi;
- di seconda specie, se almeno uno dei limiti laterali è infinito oppure non esiste.
Teoremi degli zeri, di Weierstrass e dei valori intermedi
I tre enunciati richiedono continua sull’intervallo chiuso e limitato ; nella terza riga e sono il minimo e il massimo di su . Il teorema degli zeri localizza le soluzioni di , il teorema di Weierstrass garantisce l’esistenza di massimo e minimo.
Asintoti verticali, orizzontali e obliqui
Per le definizioni sono analoghe, e gli asintoti possono essere diversi dalle due parti. L’asintoto obliquo esiste se e solo se entrambi i limiti esistono finiti, con . Dalla stessa parte una funzione ha al più un asintoto orizzontale oppure obliquo.
Limiti notevoli e gerarchia degli infiniti
I limiti notevoli sono dimostrati nel capitolo Limiti e continuità.
Limiti notevoli goniometrici
Valgono con misurato in radianti. Al posto di si può scrivere una funzione con per e vicino a , per esempio . Si usano per le forme con funzioni goniometriche.
Limiti notevoli con il numero e
La seconda vale per ogni . Il numero è la base dei logaritmi naturali. Si usano per le forme .
Limiti notevoli esponenziali e logaritmici
Valgono per e , con nell’ultima. Come per i limiti goniometrici, al posto di si può scrivere una funzione che tende a e non si annulla vicino al punto.
Forma uno elevato a infinito
Vale se , , e il limite esiste finito; se il limite vale , se vale . La formula segue da e da .
Funzioni asintotiche per x che tende a 0
Valgono per , con , e , e al posto di si può scrivere una funzione infinitesima. In un prodotto o in un quoziente un fattore si può sostituire con una funzione asintotica senza cambiare il limite. La scrittura significa , la scrittura significa .
Attenzione
Le funzioni asintotiche si sostituiscono nei prodotti e nei quozienti, e la sostituzione nelle somme e nelle differenze può dare un risultato sbagliato. Per si ha e , mentre sostituendo al posto di si otterrebbe . In questi casi si usano gli sviluppi di Taylor.
Gerarchia degli infiniti
Valgono per , e . Per il logaritmo cresce più lentamente di ogni potenza, e ogni potenza più lentamente di ogni esponenziale con base maggiore di . Nelle forme si raccoglie, al numeratore e al denominatore, il termine che cresce più in fretta.
Gerarchia degli infiniti per le successioni
Valgono per , e . In ordine di crescita gli infiniti sono , , , , .
Limiti notevoli di successioni
La seconda vale per , la terza per ogni . Per la successione non ammette limite. Il primo limite segue da e dalla gerarchia degli infiniti.
Derivate
Le regole di derivazione sono dimostrate nel capitolo Calcolo differenziale e Taylor.
Derivata, derivate laterali e retta tangente
La funzione è derivabile nel punto , interno al dominio, se il primo limite esiste finito, e questo accade se e solo se le derivate laterali esistono finite e coincidono. La terza formula è la retta tangente al grafico nel punto . Una funzione derivabile in è continua in .
Regole di derivazione
Valgono nei punti in cui e sono derivabili, con e nelle ultime due.
Derivata della funzione composta e dell'inversa
La prima vale se è derivabile in e è derivabile in ; con più composizioni si applica a catena, dall’esterno verso l’interno. La seconda vale se è invertibile e derivabile in con , e se è continua in .
Derivate delle funzioni elementari
Ogni formula vale nei punti interni al dominio della funzione, con e, per e , con . La formula per vale per e ogni , su tutto per intero positivo e per con intero negativo. La derivata di una costante è .
Altre derivate di uso frequente
Valgono per nella radice quadrata e in , con e ; per in , , e ; per ogni nelle funzioni iperboliche. Nel punto le funzioni e non sono derivabili.
Derivate di funzioni composte frequenti
Sono la regola della funzione composta applicata alle derivate elementari e valgono dove è derivabile e la funzione esterna è derivabile in . In particolare la radice richiede , il logaritmo , la potenza con reale qualunque .
Derivata di una potenza con base ed esponente variabili
Vale dove e , sono derivabili. Si ottiene derivando ; per esempio per .
Derivate n-esime notevoli
Valgono per ogni e , con nella quarta e nella quinta. Danno i coefficienti dei polinomi di McLaurin.
Punti angolosi, cuspidi e flessi a tangente verticale
La classificazione riguarda i punti in cui è continua e non derivabile, e le derivate laterali sono i limiti laterali del rapporto incrementale. Nel punto la funzione ha un punto angoloso, una cuspide, un flesso a tangente verticale.
Teoremi del calcolo differenziale
I teoremi con le loro dimostrazioni sono nel capitolo Calcolo differenziale e Taylor.
Teorema di Fermat
Vale se è interno al dominio e è derivabile in . La condizione è necessaria e non sufficiente, perché ha derivata nulla in ed è strettamente crescente.
Teorema di Rolle
Vale per continua su e derivabile su .
Teorema di Lagrange
Vale per continua su e derivabile su . La stima della seconda riga segue dalla prima e si usa per dimostrare disuguaglianze.
Teorema di Cauchy
Vale per e continue su e derivabili su , con per ogni . Per si ottiene il teorema di Lagrange.
Monotonia e segno della derivata
Valgono per derivabile su un intervallo . Su un’unione di intervalli si applicano a ciascun intervallo separatamente. Per esempio la funzione ha derivata negativa su , ma soddisfa , quindi non è decrescente su .
Limite della derivata
Vale per continua in e derivabile in un intorno di , escluso al più ; con i limiti laterali di si ottengono le derivate laterali. Si usa nei punti di raccordo delle funzioni definite a tratti. Se il limite di non esiste, il criterio non dà informazioni e si calcola il limite del rapporto incrementale.
Teorema di de l'Hôpital
Vale se sono soddisfatte le condizioni
dove è un intorno di ; lo stesso vale per i limiti laterali. Le forme e si riconducono a un rapporto, le forme , , si riconducono a un rapporto con .
Sviluppi di Taylor e McLaurin
Le formule di Taylor e gli sviluppi delle funzioni elementari sono ricavati nel capitolo Calcolo differenziale e Taylor.
Formula di Taylor con resto di Peano
Vale se è derivabile volte in . Per si parla di formula di McLaurin. Il resto è trascurabile rispetto all’ultima potenza scritta, e questa forma si usa nel calcolo dei limiti.
Resto di Lagrange e stima dell'errore
Vale se è derivabile volte su un intervallo che contiene e , con compreso strettamente tra e ; è il polinomio di Taylor di ordine . La stima della seconda riga richiede su .
McLaurin di esponenziale, seno e coseno
Valgono per e ogni . Il seno contiene solo potenze dispari e il coseno solo potenze pari, perciò il resto si scrive di un ordine più alto dell’ultimo termine.
McLaurin di seno e coseno iperbolico
Valgono per e ogni , con gli stessi coefficienti di seno e coseno e tutti i segni positivi.
McLaurin del logaritmo e della serie geometrica
Valgono per e . Con al posto di si ottiene .
McLaurin della potenza binomiale
Valgono per e ogni . Il coefficiente binomiale generalizzato coincide con quello ordinario per .
McLaurin di arcotangente, tangente e arcoseno
Valgono per . Le tre funzioni sono dispari, quindi i loro sviluppi contengono solo potenze dispari.
Algebra degli o-piccolo
Valgono per , con interi positivi e , e si leggono da sinistra a destra. L’ultima abbassa l’ordine di un resto per uniformarlo agli altri termini; per lo stesso motivo una potenza con è .
Sviluppi di funzioni composte e centrati in un punto
Nella prima riga e ; se inoltre e per , con , il resto è . Gli sviluppi centrati in si ottengono da quelli di McLaurin con la sostituzione .
Studio di funzione
I criteri per massimi, minimi, convessità e flessi sono nel capitolo Studio di funzione.
Criterio della derivata prima
Vale per continua in e derivabile in un intorno di , escluso al più . Il criterio non richiede la derivabilità in , perciò si applica anche ai punti angolosi e alle cuspidi. Se ha lo stesso segno dalle due parti, non è né di massimo né di minimo.
Criterio della derivata seconda
Vale per derivabile due volte in . Per il criterio non decide, come mostrano , e , che in hanno un minimo, un massimo e un flesso.
Criterio delle derivate successive
Vale per derivabile volte in , con . Se è pari, è punto di minimo relativo per e di massimo relativo per . Se è dispari, è un punto di flesso a tangente orizzontale.
Massimo e minimo assoluto su un intervallo chiuso
Vale per continua su , dove sono i punti stazionari interni e i punti interni di non derivabilità; il teorema di Weierstrass garantisce l’esistenza di massimo e minimo. Su un dominio non chiuso o non limitato l’esistenza si decide con i limiti agli estremi del dominio.
Convessità e derivata seconda
La prima riga, richiesta per ogni e ogni , è la definizione di funzione convessa sull’intervallo . La seconda vale per derivabile due volte su , e con nei punti interni la convessità è stretta. La terza vale per derivabile su , con la disuguaglianza richiesta per ogni , e dice che il grafico di una funzione convessa sta sopra ogni retta tangente.
Punti di flesso
I candidati sono gli zeri di e i punti in cui non esiste. Un candidato in cui è continua e il grafico ha retta tangente è un flesso se cambia segno nel punto. La tangente nel flesso è , e il grafico la attraversa.
Integrali immediati
Le primitive elementari sono ricavate nel capitolo Calcolo integrale.
Primitiva e linearità
Valgono su un intervallo , con e costante arbitraria, perché due primitive della stessa funzione su un intervallo differiscono per una costante. Ogni funzione continua su un intervallo ammette primitive.
Integrali elementari
Ciascuna vale su ogni intervallo contenuto nel dominio dell’integranda; per gli intervalli sono e . Casi frequenti della prima sono e .
Integrali elementari goniometrici e iperbolici
Valgono sugli intervalli in cui l’integranda è definita, cioè con nella prima, nella seconda e nella quarta.
Integrali con argomento lineare
Valgono per , con primitiva di , e seguono dalla sostituzione .
Integrali quasi immediati con potenza, logaritmo ed esponenziale
Valgono per derivabile con derivata continua, sugli intervalli in cui l’integranda è definita. Nell’integranda compare la derivata della funzione interna, eventualmente a meno di una costante moltiplicativa, come in .
Integrali quasi immediati con funzioni goniometriche e inverse
Valgono per derivabile con derivata continua, sugli intervalli in cui l’integranda è definita. Per esempio .
Integrali con una costante positiva a
Le prime tre valgono per , la seconda per , la terza per . L’ultima vale per sugli intervalli in cui .
Altre primitive di uso frequente
Valgono sugli intervalli in cui l’integranda è definita, cioè con nella prima, nella seconda e nell’ultima. Si ottengono per parti, per sostituzione o con le formule di linearizzazione.
Attenzione
L’integrale di un prodotto è diverso dal prodotto degli integrali. Si ha , mentre il prodotto delle primitive ha derivata . Per i prodotti si usano l’integrazione per parti o la sostituzione.
Metodi di integrazione
I metodi sono dimostrati, con esempi, nel capitolo Calcolo integrale.
Integrazione per parti
Vale per e derivabili con derivata continua su un intervallo. Nei prodotti di un polinomio per , o il fattore è il polinomio; con e si prende oppure e .
Esponenziale per seno e coseno
Valgono per non entrambi nulli. Si ottengono integrando per parti due volte; al secondo passaggio ricompare l’integrale di partenza, e l’uguaglianza ottenuta si risolve rispetto a esso.
Integrazione per sostituzione
Valgono per continua, con primitiva , e per , derivabili con derivata continua. Nella sostituzione inversa è invertibile, e calcolata la primitiva in si torna alla variabile con . Nell’integrale definito gli estremi si trasformano con la sostituzione e il calcolo si conclude nella variabile .
Sostituzioni tipiche
Nella terza riga . Nella quarta e , così che . Nell’ultima , e seno e coseno si esprimono con le formule parametriche.
Decomposizione in fratti semplici
Vale per con il grado di minore del grado di ; altrimenti si esegue prima la divisione con resto, . Le costanti si determinano con il principio di identità dei polinomi oppure sostituendo le radici di .
Integrali dei fratti semplici
La terza vale per e si ottiene scrivendo , così che il primo addendo contenga la derivata del denominatore.
Integrale del reciproco di un trinomio di secondo grado
Qui . Il caso si ottiene completando il quadrato, , e il caso con i fratti semplici.
Integrale definito e aree
Il teorema fondamentale e le proprietà dell’integrale sono nel capitolo Calcolo integrale.
Proprietà dell'integrale definito
Valgono per e integrabili, con ; la monotonia e la disuguaglianza del valore assoluto richiedono . L’additività si usa per le funzioni definite a tratti e per quelle con il valore assoluto.
Integrali di funzioni pari, dispari e periodiche
Le prime due valgono per integrabile su con , la terza per integrabile su un periodo e ogni .
Teorema della media integrale
Vale per continua su , con . Il primo membro è la media integrale di su .
Teorema fondamentale del calcolo
Valgono per continua su , e nella seconda è una qualunque primitiva di . La funzione integrale è quindi una primitiva di , con .
Derivata di una funzione integrale con estremi variabili
Vale per e derivabili e continua su un intervallo che contiene i valori di e . Per esempio .
Area tra due curve
La prima è l’area della regione compresa tra i grafici di e e vale per , continue su con ; la seconda è l’area tra il grafico di e l’asse . Se i grafici si intersecano, l’intervallo si spezza nei punti in cui e in ogni tratto si integra la differenza tra la funzione maggiore e la minore.
Integrali impropri
Le definizioni e i criteri di convergenza sono nel capitolo Integrali impropri.
Definizione di integrale improprio
La prima vale per integrabile su ogni ; la seconda per illimitata vicino ad e integrabile su ogni con . L’integrale converge se il limite esiste finito, diverge se è infinito, è indeterminato se il limite non esiste. Un estremo infinito, oppure un punto vicino al quale è illimitata, si chiama punto critico dell’integrale. Con più punti critici l’integrale si spezza in integrali con un solo punto critico e converge se convergono tutti; il carattere non dipende da .
Integrali campione delle potenze
Il primo integrale converge se e solo se , il secondo se e solo se , e negli altri casi divergono a . Quindi diverge per ogni .
Campioni con il punto critico in un estremo qualunque
Valgono per e . Lo spostamento dell’estremo lontano dal punto critico non cambia il carattere.
Campioni con esponenziale e logaritmo
Per il primo integrale diverge. I campioni con il logaritmo si riconducono a quelli delle potenze con la sostituzione , e servono quando il confronto con le potenze non decide.
Criterio del confronto per gli integrali
Vale con le disuguaglianze soddisfatte vicino al punto critico, per e integrabili su ogni intervallo chiuso e limitato che non contiene il punto critico. L’integrale di una funzione non negativa converge oppure diverge a .
Criterio del confronto asintotico per gli integrali
Vale per e positive vicino al punto critico , finito o infinito; nella pratica è un campione, ottenuto con i limiti notevoli o con gli sviluppi di Taylor. Più in generale, posto ,
- se , gli integrali di e di hanno lo stesso carattere;
- se e l’integrale di converge, converge anche l’integrale di ;
- se e l’integrale di diverge, diverge anche l’integrale di .
Ordine di infinitesimo e di infinito dell'integranda
Vale per positiva, e . Per l’integrale converge se e diverge se ; nel punto critico al finito l’integrale converge se e diverge se .
Convergenza assoluta degli integrali
Vale per integrabile su ogni intervallo chiuso e limitato contenuto in , e lo stesso enunciato vale per i punti critici al finito. Si usa per le integrande di segno variabile, per esempio con su . L’implicazione inversa è falsa, come mostra , che converge mentre l’integrale del valore assoluto diverge.
Integrali impropri notevoli
Il terzo integrale converge e non converge assolutamente. In la funzione tende a , quindi non è un punto critico.
Attenzione
La formula fondamentale del calcolo integrale si applica a una funzione continua su tutto l’intervallo chiuso di integrazione. La funzione non è definita in , e è una sua primitiva soltanto sugli intervalli che non contengono . Perciò la formula non si applica a , e il calcolo darebbe un valore negativo per una funzione positiva. Il punto è un punto critico interno all’intervallo, quindi l’integrale si spezza negli integrali su e su ; poiché entrambi divergono a , anche l’integrale di partenza diverge.
Serie numeriche e serie di potenze
I criteri e le serie di riferimento sono dimostrati nel capitolo Serie numeriche.
Somme parziali e condizione necessaria
La serie converge se il limite delle somme parziali esiste finito, diverge se è infinito, è indeterminata se non esiste. La condizione è necessaria e non sufficiente, come mostra la serie armonica. Il carattere non cambia se si modifica un numero finito di termini.
Serie geometrica
La serie converge se e solo se , diverge a per ed è indeterminata per . La somma è il primo termine diviso .
Serie telescopica e serie di Mengoli
La serie telescopica converge se e solo se la successione converge, e in tal caso vale la prima formula. La scrittura si ottiene di solito con i fratti semplici.
Serie armonica generalizzata
Valgono per , e quando non convergono le due serie divergono a . Per la prima è la serie armonica, che diverge. Sono i termini di paragone del confronto asintotico.
Criteri del confronto e del confronto asintotico
Valgono per serie a termini definitivamente non negativi, con nella terza riga. Più in generale, se le due serie hanno lo stesso carattere; se la convergenza di implica quella di ; se la divergenza di implica quella di .
Criteri del rapporto e della radice
Il criterio del rapporto vale per , quello della radice per definitivamente, con finito oppure . Per i criteri non danno informazioni, perché e danno entrambe . Il rapporto è adatto ai fattoriali, la radice alle potenze -esime.
Criterio dell'integrale
Vale per non negativa e decrescente. Con dà il carattere della serie armonica generalizzata.
Criterio di Leibniz
Vale se sono soddisfatte per ogni le condizioni
dove è la somma della serie e la somma parziale. L’errore commesso arrestandosi a non supera il primo termine trascurato.
Convergenza assoluta delle serie
Riconduce una serie di segno qualunque a una serie a termini non negativi. L’implicazione inversa è falsa, perché converge per il criterio di Leibniz, mentre la serie dei moduli è la serie armonica.
Somme di serie notevoli e linearità
La linearità vale se e convergono, con . Le prime due somme seguono dalle serie di Taylor di e di con ; la terza si assume.
Serie di potenze e raggio di convergenza
La serie converge assolutamente per e non converge per ; negli estremi e il carattere si studia sostituendo il valore. La formula del raggio vale se il limite esiste, finito oppure , con per e per ; il limite del rapporto richiede definitivamente.
Serie di Taylor elementari
Le prime tre valgono per ogni ; la serie geometrica per , quella del logaritmo per , quella dell’arcotangente per .
Equazioni differenziali
I metodi risolutivi sono dimostrati nel capitolo Equazioni differenziali.
Problema di Cauchy, esistenza e unicità
Se e sono continue in un rettangolo aperto che contiene , il problema ha una e una sola soluzione, definita in un intorno di . La costante dell’integrale generale si ricava sostituendo e .
Equazioni a variabili separabili
Vale nelle regioni in cui , con continua e di classe . Ogni con dà la soluzione costante , che si aggiunge a parte all’integrale generale.
Equazioni lineari del primo ordine
Valgono per e continue su un intervallo , con primitiva di e . La seconda riga è la soluzione del problema di Cauchy con , nella quale è la primitiva di nulla in . Le soluzioni sono definite su tutto e hanno la forma , con soluzione particolare.
Equazione di Bernoulli
Vale per , , nelle regioni in cui , con se non è intero. Per anche è soluzione.
Equazioni omogenee del secondo ordine a coefficienti costanti
Valgono per e . Qui sono le radici reali, la radice doppia, le radici complesse coniugate, con e .
Struttura dell'integrale generale
Vale per con continua, dove e sono soluzioni non proporzionali dell’omogenea associata e è una qualunque soluzione particolare dell’equazione completa. Se , la somma delle soluzioni particolari relative a e a è una soluzione particolare relativa a .
Metodo di somiglianza
Qui è un polinomio di grado e un polinomio di grado con coefficienti da determinare. Se il numero associato è radice semplice dell’equazione caratteristica, il tentativo si moltiplica per ; se è radice doppia, per . I coefficienti si trovano sostituendo nell’equazione.
Variazione delle costanti
Vale per continua, con e soluzioni non proporzionali dell’omogenea associata a ; il wronskiano non si annulla mai. Si applica anche ai termini noti che non compaiono nella tabella del metodo di somiglianza.
Problema di Cauchy del secondo ordine
Con continua su un intervallo e il problema ha una e una sola soluzione, definita su tutto . Le costanti e si ricavano imponendo le due condizioni all’integrale generale e alla sua derivata.
Equazioni lineari omogenee di ordine n
Vale per coefficienti reali e costanti. Una radice reale di molteplicità dà le soluzioni ; una coppia di radici di molteplicità dà e per . L’integrale generale è la combinazione lineare delle soluzioni così ottenute.