Teoria
Insiemi, induzione e funzioni elementari
Il linguaggio degli insiemi e gli insiemi numerici da N a R, il principio di induzione e il binomio di Newton, poi le funzioni elementari con i loro grafici — il bagaglio di partenza per tutta l'analisi.
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Il linguaggio degli insiemi
Insieme, appartenenza, inclusione
Un insieme è una collezione di oggetti, detti elementi. La scrittura significa che è un elemento di ; significa che non lo è. Un insieme si assegna elencando gli elementi, come , oppure indicando la proprietà che li individua: è l’insieme degli elementi di per cui è vera. L’insieme vuoto è l’insieme privo di elementi.
( è contenuto in , o è un sottoinsieme di ) significa che ogni elemento di appartiene anche a . L’uguaglianza tra insiemi equivale alla doppia inclusione:
La doppia inclusione è il metodo con cui si dimostra che due insiemi sono uguali: si verificano separatamente le due inclusioni.
Esempio
. Si ha perché , e perché . Inoltre , perché entrambi gli elementi soddisfano la condizione .
Attenzione
I simboli e hanno significati diversi: lega un elemento a un insieme, lega due insiemi. Per le scritture corrette sono e ; le scritture e sono false, perché non è uno dei due elementi di e non è un insieme.
Operazioni tra insiemi
Unione, intersezione, differenza, complementare
Per e sottoinsiemi di un insieme ambiente :
L’oppure dell’unione non è esclusivo: gli elementi comuni ad e appartengono all’unione. Se , gli insiemi si dicono disgiunti. Il complementare dipende dall’ambiente ; per i sottoinsiemi di , salvo indicazione contraria, l’ambiente è . Le operazioni traducono i connettivi logici, perciò l’insieme delle soluzioni di un sistema di disequazioni è l’intersezione degli insiemi delle soluzioni delle singole disequazioni, e l’insieme delle soluzioni di una disequazione risolta per casi è l’unione delle soluzioni dei casi.
Esempio
e , con ambiente :
Prodotto cartesiano
Il prodotto cartesiano di e è l’insieme delle coppie ordinate
Nelle coppie l’ordine conta, quindi in generale : per e si ha e . L’insieme è il piano cartesiano: i grafici delle funzioni sono suoi sottoinsiemi, perciò il prodotto cartesiano è l’ambiente di tutto il capitolo sulle funzioni.
Gli insiemi numerici
Gli insiemi numerici N, Z, Q, R
è l’insieme dei numeri reali, rappresentabili come allineamenti decimali finiti o infiniti; i razionali sono esattamente quelli con sviluppo decimale finito o periodico. Valgono le inclusioni strette . Ogni ampliamento rende risolubili equazioni che prima non lo erano: non ha soluzione in e la ha in ; non ha soluzione in e la ha in ; non ha soluzione in , come mostra il teorema sull’irrazionalità di , e la ha in . I numeri reali non razionali si dicono irrazionali. è denso in : tra due numeri reali distinti esiste sempre un numero razionale, e anche un numero irrazionale.
Irrazionalità di radice di 2
Non esiste alcun numero razionale tale che : il numero è irrazionale. Il teorema mostra che ha delle lacune, dato che già la geometria elementare produce la lunghezza come diagonale del quadrato di lato . Lo stesso schema per assurdo dimostra l’irrazionalità di , , e in generale di con primo.
Dimostrazione
Per assurdo esista un razionale con quadrato e lo si scriva come frazione ridotta ai minimi termini: con e interi privi di divisori comuni, . Da segue , quindi è pari. Il quadrato di un numero dispari è dispari, perciò è pari: con intero. Sostituendo si ottiene , cioè , quindi anche è pari e, per lo stesso motivo, è pari. Allora e hanno il divisore comune , il che contraddice l’ipotesi che la frazione sia ridotta ai minimi termini. L’assurdo mostra che un tale razionale non esiste.
Intervalli
Intervalli e loro notazione
Un intervallo è un sottoinsieme con questa proprietà: presi due punti di , ogni numero reale compreso tra essi appartiene a . Per reali:
La parentesi tonda esclude l’estremo, la quadra lo include; accanto a e , che non sono numeri reali, la parentesi è sempre tonda. si dice intervallo chiuso e limitato, intervallo aperto. I domini delle funzioni elementari e gli insiemi delle soluzioni delle disequazioni sono intervalli o unioni di intervalli, quindi questa notazione compare in ogni studio di funzione.
Operazioni tra intervalli
e :
Il punto appartiene ad perché e , dato che esclude il proprio estremo sinistro.
Maggioranti, minoranti, massimo e minimo
Maggiorante, minorante, insieme limitato
Sia non vuoto. Un numero è un maggiorante di se per ogni ; un numero è un minorante se per ogni . si dice limitato superiormente se ha almeno un maggiorante, limitato inferiormente se ha almeno un minorante, limitato se è limitato sia superiormente sia inferiormente. Un maggiorante può non appartenere all’insieme: i maggioranti di sono tutti i numeri di , e nessuno di essi sta in . Se è un maggiorante, ogni numero più grande di lo è, quindi l’informazione utile è il più piccolo dei maggioranti: questo numero, quando esiste, è l’estremo superiore.
Massimo e minimo
Il massimo di è un maggiorante che appartiene all’insieme:
Il minimo è definito in modo analogo con i minoranti. Il massimo, quando esiste, è unico: se e sono entrambi massimi, allora perché è un maggiorante e , e per lo stesso motivo, quindi .
Esempio
ha minimo e massimo . L’intervallo non ha massimo: infatti per ogni il punto appartiene a ed è maggiore di , quindi nessun elemento dell’insieme è un maggiorante. Per lo stesso motivo non ha minimo.
Estremo superiore e inferiore
Estremo superiore e inferiore
Sia non vuoto. L’estremo superiore di , indicato con , è il minimo dell’insieme dei maggioranti di ; l’estremo inferiore è il massimo dell’insieme dei minoranti. Se non è limitato superiormente si pone ; se non è limitato inferiormente, . Se il massimo esiste, allora ; viceversa, se , allora è il massimo di . L’estremo superiore esiste anche quando il massimo non esiste: e , e nessuno dei due appartiene all’intervallo. Per questo sup e inf sono gli strumenti con cui si descrive la limitatezza di un insieme e, nei capitoli successivi, di una funzione o di una successione.
Caratterizzazione di sup e inf con epsilon
Siano non vuoto e . Allora se e solo se
Analogamente, se e solo se per ogni e per ogni esiste tale che . La prima condizione dice che è un maggiorante; la seconda che, scesi sotto di una qualunque quantità , l’insieme contiene un elemento oltre . Nelle verifiche la seconda condizione diventa una disequazione nella variabile che descrive gli elementi di .
Dimostrazione
La seconda condizione afferma che, per ogni , il numero non è un maggiorante di . Poiché ogni numero minore di si scrive come con un opportuno , le due condizioni insieme equivalgono a: è un maggiorante di e nessun numero minore di lo è. Questo significa che è il minimo dei maggioranti, cioè . Per l’estremo inferiore si ragiona allo stesso modo con i minoranti.
Osservazione
Per gli insiemi non limitati la caratterizzazione prende una forma diversa: equivale a dire che per ogni esiste con . In particolare , perché per ogni reale esiste un naturale maggiore di (proprietà archimedea dei numeri reali). Questo fatto interviene in quasi tutte le verifiche con , per garantire l’esistenza di un naturale .
Verifica con la caratterizzazione
. L’estremo superiore è : infatti e per ogni , quindi è il massimo, e il massimo coincide con l’estremo superiore. L’estremo inferiore è : poiché per ogni , il numero è un minorante; fissato , per la proprietà archimedea esiste un naturale , e per questo si ha . Le due condizioni della caratterizzazione sono soddisfatte, perciò . Poiché , l’insieme non ha minimo.
La completezza di R
Completezza di R
Ogni sottoinsieme di non vuoto e limitato superiormente ammette estremo superiore in ; ogni sottoinsieme non vuoto e limitato inferiormente ammette estremo inferiore. Questa proprietà si chiama completezza e si assume come assioma dei numeri reali. Distingue da ed è l’ipotesi da cui dipendono i teoremi di esistenza dell’analisi: la dimostrazione del teorema degli zeri, nel capitolo sui limiti e sulla continuità, costruisce lo zero proprio come estremo superiore di un insieme.
Osservazione
In la completezza non vale. Sia : è non vuoto, perché , ed è limitato superiormente, perché da segue , quindi è un maggiorante. In il suo estremo superiore è , che non è razionale. Tra i soli numeri razionali, invece, non ha estremo superiore. Ogni maggiorante razionale soddisfa : se fosse , per la densità di esisterebbe un razionale con , che apparterrebbe ad (è positivo, perché , e il suo quadrato è minore di ) e supererebbe ; l’uguaglianza è esclusa perché . Di nuovo per densità esiste allora un razionale con , e è un maggiorante di più piccolo di , poiché ogni soddisfa . Quindi nessun maggiorante razionale è il minimo dei maggioranti razionali e, dentro , l’insieme non ha estremo superiore.
Il principio di induzione
Principio di induzione
Sia una proposizione che dipende da un numero naturale e sia . Se
allora è vera per ogni . La prima condizione si chiama base dell’induzione, la seconda passo induttivo; nel passo, la proposizione che si suppone vera si chiama ipotesi induttiva. Il principio si assume come proprietà dell’insieme . Serve per dimostrare identità, disuguaglianze e proprietà di divisibilità che dipendono da un indice naturale, e ogni dimostrazione per induzione si organizza negli stessi due punti: verifica della base e verifica del passo. Le prime applicazioni sono la formula della somma dei primi naturali e la disuguaglianza di Bernoulli.
Attenzione
Il passo induttivo da solo non basta: senza la base non si conclude nulla. Per la proposizione : "" il passo è verificato, perché sommando ai due membri da segue ; la base è falsa per ogni scelta di , e infatti nessuna è vera.
La somma dei primi n naturali
Somma dei primi n naturali
Per ogni :
È il primo esempio di dimostrazione per induzione e la formula ricompare nel calcolo di somme e nel capitolo sulle serie. Per esempio, la somma dei primi naturali vale .
Dimostrazione
Base (): il primo membro vale e il secondo , quindi è vera. Passo: sia vera , cioè . Allora
che è la formula con al posto di . Quindi implica e, per il principio di induzione, la formula vale per ogni .
La disuguaglianza di Bernoulli
Disuguaglianza di Bernoulli
Per ogni numero reale e ogni :
La disuguaglianza stima dal basso una potenza con un’espressione di primo grado in , molto più semplice da controllare. Con dà per ogni . Si usa nello studio della successione geometrica e nella costruzione del numero ; si rimanda al capitolo sulle successioni.
Dimostrazione
Si procede per induzione su , con fissato. Base (): e , quindi la disuguaglianza vale con l’uguale. Passo: sia . Poiché , il fattore è non negativo, quindi moltiplicando i due membri dell’ipotesi induttiva per il verso non cambia:
dato che . Per il principio di induzione la disuguaglianza vale per ogni . L’ipotesi è usata nel passo: garantisce che la moltiplicazione per conservi il verso della disuguaglianza.
Il fattoriale
Fattoriale
Per il fattoriale di è il prodotto dei naturali da a :
Vale la formula ricorsiva , e la scelta la rende valida anche per , oltre a dare senso alle formule dei coefficienti binomiali. I primi valori sono , , , , . Il fattoriale conta i modi di ordinare oggetti distinti e cresce molto rapidamente: . Nei calcoli i fattoriali si semplificano con la formula ricorsiva, per esempio .
La teoria continua con 11 altri paragrafi (i coefficienti binomiali, il binomio di newton, funzioni dominio e immagine…), oltre a tutte le schede svolte, le soluzioni e il PDF.
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