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Formulario di Analisi matematica 2

Le formule di Analisi 2 con le ipotesi: limiti e derivate in più variabili, Dini, Lagrange, integrali di linea, doppi, tripli e di superficie, Green, Gauss e Stokes, serie di potenze e di Fourier.

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Limiti e continuità in due variabili

Le dimostrazioni e gli esempi sono nel capitolo Funzioni di più variabili.

Norma, distanza e intorno

Le formule valgono per , e . In la norma è la radice quadrata della somma dei quadrati delle componenti.

Condizioni per il dominio naturale

EspressioneCondizione
,

Le condizioni presenti nell’espressione di devono essere soddisfatte insieme, perciò si raccolgono in un sistema.

Teorema delle restrizioni

L’implicazione vale per ogni curva nel dominio con e per . Quindi, se due restrizioni hanno limiti diversi, il limite di non esiste. Nell’origine le restrizioni più usate sono , e .

Teorema del confronto

La disuguaglianza deve valere in un intorno di , escluso al più . Il teorema si usa per dimostrare che un limite esiste.

Maggiorazioni utili

Valgono per ogni e ogni reale, il rapporto per , e valgono anche con al posto di .

Limitata per infinitesima

La maggiorazione deve valere in un intorno di . Sono limitati il seno e il coseno di qualunque argomento e i rapporti e .

Limiti in coordinate polari

La funzione deve essere indipendente da . Con si ha .

Limiti notevoli con argomento infinitesimo

Valgono se per e in un intorno di privato di . Nell’origine l’argomento tipico è .

Continuità e prolungamento per continuità

La definizione vale per del dominio e di accumulazione per il dominio. Polinomi e funzioni elementari sono continui nel loro dominio, e lo sono anche somme, prodotti, quozienti con denominatore non nullo e composizioni di funzioni continue. Se non appartiene al dominio e il limite esiste finito e vale , la funzione si prolunga per continuità ponendo .

Attenzione

Le restrizioni lungo le rette possono avere tutte lo stesso limite anche quando il limite non esiste. Per nell’origine si ha per ogni e , mentre per ogni . Perciò il limite non esiste.

Derivate parziali, differenziabilità e piano tangente

Gli enunciati completi e le dimostrazioni sono nel capitolo Calcolo differenziale in più variabili.

Derivate parziali

Le derivate esistono se i limiti esistono finiti, con interno al dominio. Nel calcolo di la variabile si tratta come una costante. Nei punti di raccordo di una funzione definita a tratti si usa la definizione.

Gradiente

Il gradiente è definito nei punti in cui è derivabile.

Differenziabilità

Le due scritture sono equivalenti e richiedono che sia derivabile in . Il differenziale è l’applicazione lineare .

Teorema del differenziale totale

Le derivate parziali devono esistere in un intorno del punto. In particolare una funzione di classe è differenziabile in ogni punto dell’aperto .

Schema delle implicazioni

Nessuna delle implicazioni si inverte. Una funzione discontinua in un punto non è quindi differenziabile in quel punto.

Piano tangente al grafico

L’equazione rappresenta il piano tangente al grafico nel punto se è differenziabile in . Un vettore normale al piano è .

Derivata direzionale, regola della catena e formula di Taylor

Le formule sono dimostrate nel capitolo Calcolo differenziale in più variabili.

Derivata direzionale

Il vettore è un versore, cioè . Se la direzione è assegnata con un vettore di modulo qualsiasi, si usa .

Formula del gradiente

La formula vale se è differenziabile in . Negli altri punti la derivata direzionale si calcola con la definizione.

Direzione di massima crescita

Vale per differenziabile con . Il valore minimo si ha lungo il versore opposto; lungo le direzioni ortogonali al gradiente la derivata direzionale è nulla, quindi il gradiente è ortogonale alla curva di livello per il punto.

Regola della catena con un parametro

Vale se e sono derivabili in e è differenziabile nel punto . In forma vettoriale la derivata è .

Regola della catena con due parametri

Valgono per , con differenziabile e , dotate di derivate parziali; le derivate di sono calcolate in .

Derivate seconde e teorema di Schwarz

L’uguaglianza delle derivate miste vale se e esistono in un intorno di e sono continue nel punto, in particolare per ogni di classe .

Matrice hessiana

Per di classe la matrice è simmetrica, per il teorema di Schwarz, e la formula del determinante usa .

Formula di Taylor al secondo ordine

Vale per di classe in un intorno di e per , con e . Il termine di secondo grado è .

Funzioni implicite e teorema di Dini

Le dimostrazioni e gli esempi si trovano nel capitolo Funzioni implicite.

Teorema di Dini in due variabili

Vale per di classe in un aperto che contiene . Nelle ipotesi esistono un intorno di , un intorno di e un’unica funzione di classe con e per ogni ; in particolare .

Funzione implicita della variabile y

In questo caso vicino al punto la curva è il grafico di . Nei punti in cui e sono entrambe nulle il teorema non si applica in nessuna delle due forme, e i punti si dicono singolari.

Derivata seconda della funzione implicita

Vale per di classe nelle ipotesi del teorema di Dini, con tutte le derivate parziali calcolate in . Lo stesso risultato si ottiene derivando due volte l’identità .

Punti stazionari della funzione implicita

Valgono per di classe , e ; la seconda formula vale nei punti con . Se , il punto è di massimo locale per ; se , è di minimo locale.

Retta tangente a una curva di livello

Vale per di classe con e . Il gradiente è ortogonale alla curva; se , la retta è verticale.

Teorema di Dini in tre variabili

Vale per di classe . Vicino a la superficie è il grafico di una funzione di classe con , e le derivate di sono calcolate in .

Piano tangente a una superficie di livello

Vale per di classe con e , dove . Il gradiente è il vettore normale alla superficie.

Teorema di Dini per i sistemi

Se e sono di classe , risolve il sistema , e il determinante jacobiano è non nullo, vicino a il sistema definisce e di classe . Le derivate e risolvono il sistema lineare nelle incognite e , con le derivate di e calcolate in .

Massimi e minimi liberi e vincolati

I metodi e gli esempi completi sono nel capitolo Massimi e minimi liberi e vincolati.

Punti critici e teorema di Fermat

Se è un punto di estremo locale interno al dominio e vi ammette derivate parziali, il sistema è soddisfatto. Gli estremi liberi si cercano quindi tra i punti critici e i punti interni in cui non è derivabile.

Classificazione con la matrice Hessiana

Vale per di classe in un punto critico, con e le derivate calcolate nel punto. Se , il criterio non decide.

Hessiana degenere: studio del segno

Lo studio diretto si usa quando . Se in ogni intorno la differenza assume entrambi i segni, il punto è di sella; per dimostrarlo bastano due curve per il punto lungo le quali la differenza ha segni opposti.

Teorema di Weierstrass ed estremi assoluti

Un insieme di è compatto se è chiuso e limitato. I candidati sono i punti critici interni, i punti interni in cui non è derivabile e i punti di estremo della restrizione alla frontiera, vertici compresi; il confronto dei valori di nei candidati dà massimo e minimo.

Restrizione alla frontiera

È la restrizione di alla circonferenza di centro e raggio . Sul segmento con la restrizione è , da studiare su con gli estremi dell’intervallo tra i candidati.

Moltiplicatori di Lagrange con un vincolo

Vale per e di classe . Se è un punto di estremo vincolato con , esiste tale che risolve il sistema. Se il vincolo è compatto, massimo e minimo si ottengono confrontando i valori di nelle soluzioni e nei punti del vincolo con .

Moltiplicatori di Lagrange con due vincoli

Vale per , , di classe nei punti in cui e sono linearmente indipendenti. Il sistema ha cinque equazioni nelle incognite , , , , .

Distanza da un punto

La radice quadrata è crescente, perciò la distanza e il suo quadrato hanno gli stessi punti di massimo e di minimo. Nei problemi di distanza minima si ottimizza quindi , che non contiene la radice.

Attenzione

I punti del vincolo in cui non compaiono tra le soluzioni del sistema di Lagrange. Con il vincolo la funzione ha minimo vincolato nell’origine, perché sul vincolo . Nell’origine il sistema richiede , che non ha soluzione; il punto va aggiunto ai candidati.

Curve, lunghezza e integrali di linea

Le definizioni e le dimostrazioni sono nel capitolo Curve e integrali di linea.

Curva regolare e versore tangente

La curva è regolare se è di classe e per ogni . È regolare a tratti se è continua e regolare su ciascun intervallo di una suddivisione di .

Retta tangente a una curva parametrica

Vale nei punti con . Per una curva piana con la pendenza della retta tangente è .

Lunghezza di una curva

Vale per regolare a tratti; per una curva piana manca il termine . Se la curva percorre più volte lo stesso arco, la formula somma le lunghezze dei passaggi; per le curve semplici dà la lunghezza del sostegno.

Lunghezza di un grafico e di una curva polare

La prima formula vale per il grafico di di classe su . La seconda vale per la curva , cioè , con di classe .

Ascissa curvilinea

Per regolare la funzione è strettamente crescente da su . La quantità è l’elemento di lunghezza degli integrali di linea.

Parametrizzazioni ricorrenti

La circonferenza e l’ellisse sono percorse in verso antiorario per crescente; la circonferenza ha .

Integrale di linea di prima specie

Vale per regolare e continua sul sostegno; per una curva regolare a tratti si sommano i contributi dei tratti. Il valore non dipende dalla parametrizzazione né dal verso di percorrenza, e per è la lunghezza.

Massa e baricentro di un filo

La densità lineare è continua sul sostegno; nello spazio si aggiunge . Per un filo omogeneo ; se il filo è omogeneo e il sostegno è simmetrico rispetto a una retta, il baricentro appartiene a quella retta.

Integrale di linea di seconda specie

Vale per regolare e continuo sul sostegno; nello spazio si aggiunge . Con le forme differenziali l’integrale si scrive ; se è un campo di forze, l’integrale è il lavoro.

Integrali di linea e orientazione

La curva opposta è con . L’integrale di seconda specie dipende quindi dal verso di percorrenza indicato nella traccia.

Campi conservativi, potenziale e teorema di Green

Gli enunciati con le dimostrazioni sono nel capitolo Campi vettoriali e teorema di Green.

Campo conservativo e potenziale

Il campo è continuo su un aperto connesso e il potenziale è di classe su ; nel piano manca la terza uguaglianza. Due potenziali dello stesso campo su differiscono per una costante.

Lavoro di un campo conservativo

Vale per su e regolare a tratti in da a . Quindi, se la circuitazione di lungo una curva chiusa contenuta in è diversa da zero, non è conservativo in .

Campo irrotazionale

Per di classe la condizione è necessaria perché sia conservativo. Se le derivate incrociate sono diverse, il campo quindi non è conservativo.

Criterio per i campi conservativi

Sono semplicemente connessi , , gli insiemi convessi, i semipiani e privato di un punto. Non lo sono , le corone circolari e privato di una retta.

Potenziale per integrazione successiva

La primitiva in si calcola con fissata. Se il campo è conservativo, il secondo membro dell’equazione per dipende solo da ; si integra in e si ottiene a meno di una costante.

Potenziale come lavoro lungo una spezzata

Valgono per conservativo su un aperto che contiene la spezzata da a con lati paralleli agli assi, nello spazio da a . Spesso il punto iniziale è l’origine.

Teorema di Green

Vale per dominio regolare con bordo regolare a tratti e orientato positivamente, e per di classe su un aperto contenente . Il bordo è orientato positivamente se lascia alla propria sinistra: in verso antiorario sul bordo esterno, orario sui bordi dei buchi.

Area con la formula di Green

Valgono per dominio regolare con bordo orientato positivamente. Per l’ellisse , , la terza formula dà .

Attenzione

Un campo irrotazionale su un aperto non semplicemente connesso può non essere conservativo. Il campo è irrotazionale su , ma la sua circuitazione lungo la circonferenza unitaria percorsa in verso antiorario vale . Perciò il campo non è conservativo su ; sul semipiano un potenziale è .

Integrali doppi e tripli e formule di riduzione

Le dimostrazioni e gli esempi sono nel capitolo Integrali doppi e tripli.

Teorema di Fubini sui rettangoli

Vale per continua sul rettangolo. I due ordini di integrazione danno lo stesso valore.

Funzioni a variabili separate

Vale per continua su e continua su , solo su domini rettangolari. Lo stesso vale per tre fattori su un parallelepipedo.

Formule di riduzione sui domini normali

Valgono per continua su e funzioni , continue. La variabile esterna percorre un intervallo fisso.

Scambio dell'ordine di integrazione

Le due scritture descrivono lo stesso triangolo di vertici , , , normale rispetto a entrambi gli assi. Nel caso generale si disegna il dominio e lo si descrive rispetto all’altro asse.

Linearità, additività e monotonia

L’additività vale se e non hanno punti interni comuni. L’integrale è lineare, e se su allora .

Simmetrie del dominio

Valgono per continua su simmetrico rispetto all’asse , con la parte di in cui . Scambiando e si ottengono le formule per i domini simmetrici rispetto all’asse ; negli integrali tripli valgono le analoghe rispetto ai piani coordinati.

Integrazione per fili

Vale per , con continue su e continua su . Si usa per i solidi compresi tra due grafici.

Integrazione per strati

Valgono per compreso tra i piani e , con la sezione alla quota e le funzioni integrande continue. La seconda formula si usa quando la funzione dipende solo da .

Cambiamenti di variabile e jacobiano

Le formule sono spiegate, con le dimostrazioni e gli esempi, nel capitolo Integrali doppi e tripli.

Cambiamento di variabili

Vale per di classe , iniettiva all’interno di , con all’interno di , e continua su . Negli integrali tripli è il determinante della matrice delle derivate parziali.

Jacobiano della trasformazione inversa

Vale quando le nuove variabili sono assegnate come , e il determinante a denominatore è non nullo. Per e nel primo quadrante si ottiene .

Trasformazioni lineari

Vale per . Un parallelogramma con i lati sulle rette lungo le quali o è costante diventa un rettangolo del piano .

Coordinate polari

Valgono per e , con . Il cerchio di centro l’origine e raggio diventa , ; la corona di raggi diventa . Centrate in si scrivono , , con lo stesso jacobiano.

Coordinate ellittiche

Valgono per , e . L’ellisse diventa , , e la sua area è .

Coordinate cilindriche

Valgono per e . Si usano per i solidi con asse di simmetria : il cilindro , diventa un parallelepipedo e il cono ha equazione .

Coordinate sferiche

Valgono per , colatitudine misurata dal semiasse positivo e , con . La palla di raggio diventa , , ; la semipalla con ha .

Attenzione

L’elemento d’area in coordinate polari contiene il fattore del jacobiano. Per il cerchio di raggio si ha ; senza il fattore si otterrebbe , che è la lunghezza della circonferenza.

Aree, volumi, masse e baricentri

Le definizioni ed esempi di calcolo sono nel capitolo Integrali doppi e tripli.

Area e volume come integrali

La terza formula dà il volume del solido compreso tra i grafici di e su , con continue. Per e è il volume sotto il grafico di .

Massa e baricentro di una lamina

La densità superficiale è continua su . Se la lamina è omogenea, si semplifica e ; se la lamina è omogenea e è simmetrico rispetto a una retta, il baricentro appartiene a quella retta.

Massa e baricentro di un solido

La densità è continua su ; le coordinate e si scrivono allo stesso modo con e al posto di .

Volumi notevoli

SolidoVolume
palla di raggio
cilindro di raggio e altezza
cono di raggio e altezza
ellissoide di semiassi , ,

I valori si ottengono con le coordinate sferiche e cilindriche, con l’integrazione per strati e, per l’ellissoide, con la trasformazione , , , di jacobiano .

Superfici parametriche e integrali di superficie

Le dimostrazioni sono nel capitolo Superfici, flussi e teoremi di Gauss e Stokes.

Vettore normale e superficie regolare

Valgono per di classe . La superficie è regolare se è iniettiva nei punti interni di e nei punti interni di .

Prodotto vettoriale

Il vettore ottenuto è ortogonale a e a , e la sua norma è l’area del parallelogramma che hanno per lati.

Piano tangente a una superficie parametrica

Vale nel punto , con interno a e .

Superficie cartesiana

Vale per di classe su . La superficie è sempre regolare e punta verso l’alto.

Parametrizzazioni di sfera e cilindro

Per la sfera di raggio si ha e , che punta verso l’esterno. Per il cilindro si ha e punta verso l’esterno.

Area di una superficie

Vale per regolare; il valore non dipende dalla parametrizzazione. La quantità è l’elemento d’area.

Area di una superficie cartesiana

Vale per il grafico di di classe su . Per il paraboloide sopra il disco unitario si ottiene .

Area di una superficie di rotazione

si ottiene ruotando di un giro attorno all’asse la curva regolare , , , del semipiano , con e , di classe .

Aree notevoli

SuperficieArea
sfera di raggio
calotta sferica di altezza
superficie laterale del cilindro
superficie laterale del cono

è il raggio della sfera, del cilindro e della base del cono, l’altezza della calotta, del cilindro e del cono.

Integrale di superficie

Vale per regolare e continua su . Per si ottiene l’area; se è una densità superficiale, l’integrale è la massa della superficie.

Flusso, divergenza e rotore, teoremi di Gauss e Stokes

Gli enunciati e le dimostrazioni dei teoremi sono nel capitolo Superfici, flussi e teoremi di Gauss e Stokes.

Flusso di un campo vettoriale

Vale per regolare orientata da e continuo su un aperto contenente . La seconda uguaglianza vale se ha il verso di ; con il verso opposto il flusso cambia segno.

Flusso attraverso una superficie cartesiana

Vale per il grafico di di classe su orientato verso l’alto, con le componenti di calcolate in . Con l’orientazione verso il basso il flusso cambia segno.

Divergenza

È definita per di classe . Il campo è solenoidale se ; per si ha .

Rotore

È definito per di classe . Per un campo piano con componenti indipendenti da resta solo la terza componente.

Identità di divergenza e rotore

Valgono per e di classe su un aperto di . Ogni campo gradiente è quindi irrotazionale, e ogni rotore è solenoidale.

Teorema della divergenza (Gauss)

Vale per dominio regolare dello spazio con frontiera orientata dal versore normale esterno e di classe su un aperto contenente . Per il flusso uscente è .

Flusso attraverso una superficie aperta

Vale quando la superficie ausiliaria chiude , cioè è la frontiera del dominio regolare , con entrambe le superfici orientate dalla normale esterna a . Di solito è un disco piano.

Teorema di Stokes

Vale per regolare orientata, con bordo chiuso, regolare a tratti e orientato in modo coerente, e per di classe su un aperto contenente . L’orientazione è coerente se un osservatore disposto come che percorre il bordo ha la superficie alla sua sinistra; per un grafico orientato verso l’alto il bordo è percorso in verso antiorario visto dall’alto.

Successioni e serie di funzioni

Le dimostrazioni e i controesempi sono nel capitolo Successioni e serie di funzioni.

Convergenza puntuale

Il limite si calcola per fissato, con i metodi dei limiti di successioni, distinguendo i casi quando l’espressione lo richiede. La funzione è il candidato limite per la convergenza uniforme.

Convergenza uniforme e criterio del sup

Il valore si trova di solito con lo studio della derivata di su . La convergenza uniforme implica la convergenza puntuale, e la risposta dipende dall’insieme .

Continuità del limite uniforme

Perciò, se il limite puntuale di funzioni continue è discontinuo, la convergenza non è uniforme.

Passaggio al limite sotto il segno di integrale

Vale per continue su con uniformemente su .

Derivazione per successioni

Vale per . Nelle ipotesi converge uniformemente su a una funzione di classe con .

Serie di funzioni: somme parziali e resto

La serie converge puntualmente in se la serie numerica converge. La condizione sul resto equivale alla convergenza uniforme su .

Convergenza totale (criterio di Weierstrass)

La scelta più precisa è . Vale la catena totale uniforme puntuale, e la convergenza totale implica anche la convergenza assoluta in ogni punto di .

Serie numeriche di confronto

Sono le serie usate più spesso per la successione della convergenza totale.

Resto di una serie a segni alterni

Vale per decrescente con . Se e , la serie converge uniformemente su anche quando la convergenza non è totale.

Continuità, integrazione e derivazione termine a termine

Se le sono continue e la serie converge uniformemente su , la somma è continua e vale la prima uguaglianza. La seconda vale per se converge in almeno un punto e converge uniformemente su , di solito totalmente.

Attenzione

La convergenza puntuale non conserva la continuità. Le funzioni sono continue su e convergono puntualmente alla funzione che vale su e in , che è discontinua. Su si ha per ogni , quindi la convergenza non è uniforme; su con si ha e la convergenza è uniforme.

Serie di potenze e raggio di convergenza

Le dimostrazioni dei teoremi sul raggio sono nel capitolo Serie di potenze e serie di Taylor.

Raggio e insieme di convergenza

Il raggio esiste per ogni serie di potenze; le inclusioni per l’insieme di convergenza valgono per . Nei punti il teorema non dà informazioni e le due serie numeriche si studiano a parte.

Raggio con il criterio del rapporto

Vale per definitivamente e , con se e se . Per si ha , quindi .

Raggio con il criterio della radice

Vale con le stesse convenzioni del criterio del rapporto. Si usa quando è una potenza -esima: per si ha , quindi .

Serie lacunari

è il raggio della serie in , quello della serie in e è intero. Le formule del rapporto e della radice sui coefficienti non si applicano alla serie in , che ha infiniti coefficienti nulli. Per si ha , quindi .

Comportamento agli estremi

Le tre serie hanno raggio . In si studia la serie numerica con il confronto, il confronto asintotico e il criterio di Leibniz.

Proprietà della somma

Vale per , perché per ogni la serie converge totalmente su . Se e la serie converge in , per il teorema di Abel ; lo stesso vale in .

Derivazione e integrazione termine a termine

Valgono per ogni con . Le due serie hanno lo stesso raggio della serie di partenza, e è di classe sull’intervallo aperto.

Sviluppi in serie di Taylor

Le serie di Taylor e la loro validità sono trattate nel capitolo Serie di potenze e serie di Taylor.

Serie di Taylor e unicità dello sviluppo

La serie è definita per di classe vicino a ; per si chiama serie di MacLaurin. L’implicazione vale se lo sviluppo è valido in un intervallo con ; quindi ogni sviluppo ottenuto da sviluppi noti è la serie di Taylor della funzione.

Criterio di sviluppabilità

Vale per di classe sull’intervallo centrato in e costanti . Lo sviluppo vale se e solo se il resto tende a per .

Esponenziale, seno e coseno

I tre sviluppi valgono per ogni .

Serie geometrica e sviluppi collegati

I tre sviluppi valgono per .

Logaritmo e arcotangente

Gli estremi inclusi seguono dal teorema di Abel; in particolare e .

Serie binomiale

Lo sviluppo vale per e . Per la somma è finita e coincide con il binomio di Newton, valido per ogni .

Sviluppi per sostituzione

Vale per e intero; la regione di validità si ottiene imponendo all’espressione sostituita la condizione dello sviluppo di partenza. Per esempio per ogni .

Sviluppi centrati in un punto diverso dall'origine

Le ultime due valgono per . Si ottengono dagli sviluppi in con la sostituzione , oppure con per l’esponenziale.

Somme ottenute per derivazione

Valgono per . Una serie numerica con termini di questa forma si somma sostituendo il valore di : per si ottengono e .

Serie di Fourier

Le dimostrazioni e gli esempi sono nel capitolo Serie di Fourier.

Coefficienti e serie di Fourier

Valgono per di periodo , integrabile su . Il termine è la media di su un periodo; l’integrale si può calcolare su qualunque intervallo di lunghezza .

Funzioni pari e funzioni dispari

Per una funzione pari la serie è di soli coseni, per una funzione dispari è di soli seni. Se si modifica in un numero finito di punti, i coefficienti restano gli stessi.

Ortogonalità del sistema trigonometrico

Valgono per ogni coppia di interi ; inoltre .

Integrali ricorrenti nei coefficienti

Le primitive valgono per intero e si ottengono integrando per parti; i valori in valgono per ogni intero .

Convergenza puntuale

Vale in ogni per di periodo e regolare a tratti. Nei punti di continuità la somma è ; nei punti di salto è la media dei limiti laterali, e per il prolungamento di una funzione data su i salti possono trovarsi in .

Convergenza uniforme

Valgono per di periodo , continua su e regolare a tratti. Per il criterio di Weierstrass la serie converge allora totalmente, quindi uniformemente, a su . Per una funzione data su la continuità del prolungamento richiede .

Uguaglianza di Parseval

Vale per di periodo con quadrato integrabile su . Si usa per sommare serie numeriche con i quadrati dei coefficienti.

Periodo 2L

Valgono per di periodo , con , integrabile su . I teoremi di convergenza e le formule per funzioni pari e dispari restano validi; nell’uguaglianza di Parseval il primo membro diventa .

Sviluppi di Fourier notevoli

Gli sviluppi si riferiscono ai prolungamenti di periodo delle funzioni indicate. Nell’ultima riga è l’onda quadra, che vale su e su ; i suoi coefficienti sono .

Somme di serie numeriche

Le prime tre si ottengono dalla convergenza puntuale degli sviluppi di in e in e di in ; la quarta dall’uguaglianza di Parseval per .

Attenzione

Se ha un punto di salto, la serie di Fourier non converge uniformemente su , perché le somme parziali sono continue e il limite uniforme di funzioni continue è continuo. Per il prolungamento di da i limiti laterali in sono e , e la serie in converge alla media ; la convergenza è quindi soltanto puntuale.

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