Teoria
Integrali doppi e tripli
Come si integra una funzione di due o tre variabili, come un integrale multiplo si riduce a integrali semplici, come i cambiamenti di variabile semplificano il dominio, e come si calcolano aree, volumi, masse e baricentri.
L’integrale doppio su rettangoli
Integrale doppio su un rettangolo
Sia un rettangolo e sia limitata. Si suddivide in sottorettangoli con una griglia di punti, si sceglie un punto in ciascun e si forma la somma di Riemann
Se, al tendere a delle dimensioni dei sottorettangoli, le somme tendono a uno stesso numero per ogni scelta dei punti, è integrabile su e quel numero è l’integrale doppio
Ogni funzione continua su è integrabile, e l’integrabilità si conserva se è continua salvo che su un numero finito di curve regolari. Per l’integrale è il volume del solido compreso tra il rettangolo e il grafico di , così come in una variabile l’integrale di una funzione positiva è l’area sotto il grafico.
Teorema di riduzione (Fubini) sui rettangoli
Se è continua su , allora
Il teorema riduce l’integrale doppio a due integrali semplici in successione: nell’integrale interno una variabile è fissata e si integra rispetto all’altra, poi il risultato, che è una funzione di una sola variabile, si integra a sua volta. La dimostrazione si ottiene raggruppando le somme di Riemann per colonne o per righe e si rimanda ai testi di riferimento. I due ordini di integrazione danno lo stesso valore, quindi si sceglie l’ordine in cui i calcoli sono più semplici.
Riduzione su un rettangolo
Nell’integrale interno è una costante, perciò esce dal segno di integrale; resta .
Funzioni a variabili separate
Se con continua su e continua su , allora
Segue dal teorema di Fubini, poiché nell’integrale interno il fattore che non dipende dalla variabile di integrazione esce dal segno di integrale. Il risultato vale soltanto sui rettangoli: su un dominio generico gli estremi dell’integrale interno dipendono dall’altra variabile e la fattorizzazione non è possibile.
Domini normali e formule di riduzione
Dominio normale
Un insieme è un dominio normale rispetto all’asse se esistono due funzioni continue con tali che
Il dominio è normale rispetto all’asse se si descrive nello stesso modo scambiando i ruoli: e . Un dominio normale rispetto a si attraversa con segmenti verticali che entrano dal grafico di ed escono dal grafico di ; questa descrizione fornisce direttamente gli estremi di integrazione. Il cerchio e il triangolo sono normali rispetto a entrambi gli assi; molte regioni che non sono normali si spezzano nell’unione di domini normali.
Formule di riduzione sui domini normali
Sia continua su .
- Se è normale rispetto all’asse , con e , allora
- Se è normale rispetto all’asse , con e , allora
La variabile esterna percorre un intervallo fisso, mentre gli estremi dell’integrale interno sono funzioni della variabile esterna. Il primo passo di ogni esercizio è quindi la descrizione del dominio in forma normale, con un disegno della regione per leggere le funzioni e .
Dominio tra una parabola e una retta
Sia la regione compresa tra la parabola e la retta . Le due curve si intersecano dove , cioè in e , e per si ha . Il dominio è normale rispetto all’asse :
Scambio dell'ordine di integrazione
Quando un dominio è normale rispetto a entrambi gli assi, le due formule di riduzione danno lo stesso valore, perciò l’ordine di integrazione si può scambiare riscrivendo il dominio nell’altra forma. Lo scambio è utile quando l’integrale interno assegnato non si calcola in forma elementare: la funzione non ha primitiva elementare rispetto a , quindi l’integrale si calcola integrando prima rispetto a . Per scambiare l’ordine si disegna la regione descritta dagli estremi assegnati e la si descrive di nuovo rispetto all’altro asse; gli estremi non si scambiano in modo meccanico.
La teoria continua con 6 altri paragrafi (proprietà dellintegrale doppio, cambiamento di variabili, simmetrie…), oltre a tutte le schede svolte, le soluzioni e il PDF.
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