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Teoria

Funzioni implicite

Quando un'equazione F(x, y) = 0 definisce una funzione y = φ(x), come si calcolano le derivate di φ senza conoscerla, e come il risultato si estende alle superfici e ai sistemi.

In questa pagina
  1. Il problema
  2. Il teorema di Dini
  3. Derivate successive della funzione implicita

Il problema

Equazione implicita e insieme degli zeri

Sia . L’equazione individua l’insieme degli zeri

detto anche curva di livello zero di . Molte curve del piano si presentano in questa forma e non come grafici: la circonferenza , l’ellisse , la curva . Il problema di questo capitolo è stabilire se, vicino a un punto di , l’insieme coincida con il grafico di una funzione , e in tal caso calcolarne le derivate.

Funzione definita implicitamente

Sia . Una funzione , con intorno di , è definita implicitamente dall’equazione vicino a se

La nozione è locale: la stessa equazione può definire funzioni diverse vicino a punti diversi della curva, e vicino ad alcuni punti può non definirne alcuna.

La circonferenza non è un grafico, ma lo è localmente

Per l’insieme degli zeri è la circonferenza unitaria, che non è il grafico di alcuna funzione : a ogni corrispondono due punti della curva. Vicino al punto la curva coincide con il grafico di ; vicino a con il grafico di . Vicino a nessuna funzione di descrive la curva, perché ogni intorno di contiene, per uno stesso valore , due punti della circonferenza.

x y -111 O
Il ramo superiore della circonferenza: vicino a (3/5, 4/5) la curva è il grafico di y = √(1 − x²)

Osservazione

In generale risolvere rispetto a per via algebrica non è possibile. L’equazione associa a ogni una e una sola , poiché la funzione è strettamente crescente e assume tutti i valori reali; la soluzione però non si scrive con funzioni elementari. Il teorema di Dini garantisce esistenza, unicità locale e regolarità della funzione implicita senza esibirla, e ne fornisce le derivate.

Il teorema di Dini

Teorema di Dini (due variabili)

Sia di classe in un aperto e sia tale che

Allora esistono un intorno di , un intorno di e un’unica funzione tale che e per ogni . Inoltre è di classe in e

Il teorema si usa in due tempi: prima si verificano le due condizioni nel punto assegnato, poi si calcola con i valori delle derivate parziali nel punto, senza conoscere .

Dimostrazione

Sia (nel caso opposto si ragiona su ). Poiché è continua, per la permanenza del segno esiste un rettangolo in cui . Per ogni fissato la funzione è dunque strettamente crescente su . Poiché , risulta ; per la continuità di esiste allora tale che

Fissato , la funzione continua cambia segno agli estremi di , quindi per il teorema degli zeri esiste con ; tale è unico per la stretta monotonia, e si pone .

Per la formula della derivata si considera il rapporto incrementale. Posto e , i punti e appartengono al rettangolo e ; per il teorema di Lagrange applicato lungo il segmento esiste un punto del segmento tale che

quindi

Su la funzione è limitata e ha minimo positivo, perciò il rapporto incrementale è limitato e per : è continua. Di conseguenza per , e poiché e sono continue il rapporto incrementale tende a . Dunque è derivabile con la derivata enunciata, che è continua in quanto composizione di funzioni continue, perciò è di classe .

Applicazione alla circonferenza

nel punto . Risulta e , quindi il teorema di Dini si applica e

Il valore coincide con la derivata di in , che qui è nota; il teorema dà lo stesso risultato anche quando la forma esplicita non esiste.

Lo scambio delle variabili

Il teorema vale con i ruoli di e scambiati: se e , vicino al punto la curva è il grafico di una funzione con . Nei punti della curva in cui e la curva resta quindi localmente un grafico, rispetto all’altra variabile, e la retta tangente è verticale. Nei punti in cui e sono entrambe nulle il teorema non fornisce alcuna informazione, in nessuna delle due direzioni: questi punti si dicono singolari e vanno studiati direttamente.

Attenzione

La condizione è sufficiente, non necessaria. Per il gradiente è nullo in ogni punto dell’insieme degli zeri, eppure l’insieme è il grafico della funzione . Quando le ipotesi non sono soddisfatte, l’esistenza della funzione implicita non è esclusa: va decisa studiando l’equazione.

Derivate successive della funzione implicita

Derivata seconda della funzione implicita

Se è di classe e il teorema di Dini si applica, la funzione implicita è di classe e

con tutte le derivate parziali calcolate in . La formula si ottiene derivando rispetto a l’uguaglianza con la regola della catena e sostituendo di nuovo . Nei punti in cui , cioè , la formula si riduce a

Metodo pratico: derivare l'identità

Negli esercizi conviene derivare due volte l’identità anziché applicare la formula. Per la circonferenza , con , la prima derivazione dà , da cui . Derivando ancora si ottiene , quindi

dove nell’ultimo passaggio si è usata l’equazione della curva.

Studio locale della funzione implicita

Le derivate prima e seconda permettono di studiare senza conoscerla. Il segno di lungo la curva dà la monotonia; i punti stazionari di sono i punti della curva in cui (con ), e in tali punti il segno di decide se è punto di massimo locale () o di minimo locale (). Il segno di dà inoltre la concavità del ramo di curva.

La teoria continua con 3 altri paragrafi (retta tangente a una curva di livello, il teorema di dini in tre variabili, sistemi di equazioni e matrice jacobiana…), oltre a tutte le schede svolte, le soluzioni e il PDF.

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