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Esercizi svolti · Scheda 3

Verifiche di sup e inf con la caratterizzazione con epsilon

Teoria usata: Estremo superiore e inferioreCaratterizzazione di sup e inf con epsilonMassimo e minimo

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Esercizio 1

Dimostrare con la caratterizzazione che

e stabilire se è il massimo dell’insieme.

La caratterizzazione richiede due condizioni. La prima è che sia un maggiorante: poiché per ogni , ogni elemento è minore di , quindi la condizione è soddisfatta.

La seconda condizione è che, per ogni , l’insieme contenga un elemento maggiore di . La disequazione equivale, semplificando e cambiando segno, a , cioè a . Un naturale maggiore di esiste per la proprietà archimedea, quindi la seconda condizione è soddisfatta e .

Il massimo non esiste: infatti l’uguaglianza richiederebbe , impossibile, quindi , e l’estremo superiore è massimo soltanto quando appartiene all’insieme.

Esercizio 2

Dimostrare con la caratterizzazione che

e stabilire se è il minimo dell’insieme.

La divisione termine a termine riscrive gli elementi come , e in questa forma le due condizioni della caratterizzazione dell’estremo inferiore si controllano direttamente. Prima condizione: poiché , ogni elemento supera , quindi è un minorante.

Seconda condizione: per ogni serve un elemento minore di . La disequazione equivale a , cioè a , e un naturale così grande esiste per la proprietà archimedea. Entrambe le condizioni sono soddisfatte, quindi .

Il minimo non esiste, perché non appartiene all’insieme; infatti l’uguaglianza richiederebbe , che nessun naturale realizza.

Esercizio 3

Determinare estremo superiore ed estremo inferiore di

dimostrando il valore dell’estremo superiore con la caratterizzazione.

Il numeratore si riscrive come , quindi ogni elemento vale . In questa forma il candidato estremo superiore è , perché la quantità sottratta diventa piccola al crescere di .

Verifica con la caratterizzazione. Prima condizione: , quindi ogni elemento è minore di e è un maggiorante. Seconda condizione: fissato , la disequazione equivale a , cioè a , e un naturale esiste per la proprietà archimedea. Quindi ; il massimo non esiste, perché nessun elemento raggiunge .

Per l’estremo inferiore si osserva che al crescere di il termine diminuisce, quindi gli elementi crescono: il più piccolo si ottiene con e vale . Poiché è un minorante e appartiene all’insieme, è il minimo, e coincide con l’estremo inferiore.

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