Esercizi svolti · Scheda 3
Studi completi di funzioni polinomiali e razionali fratte
Teoria usata: Schema dello studio di funzioneCriterio della derivata primaSegno della derivata seconda e concavitàDerivata seconda e flessiMassimo e minimo assoluti
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Esercizio 1
Studia la funzione e traccia il suo grafico.
Dominio e simmetrie
Intersezioni con gli assi e segno
Limiti
Derivata prima
| decrescente | crescente | decrescente | crescente |
Derivata seconda
La funzione ha minimi assoluti in , un massimo relativo in e due flessi in .
La funzione è un polinomio, quindi è definita, continua e derivabile su tutto . Contiene solo potenze pari di , perciò è pari e il suo grafico è simmetrico rispetto all’asse . Per trovare le intersezioni con l’asse si raccoglie . Il fattore è positivo per , quindi il segno di è quello di . La funzione è positiva per e negativa per . In il grafico tocca l’asse senza attraversarlo.
I limiti per si calcolano raccogliendo la potenza di grado massimo, e valgono . Un polinomio di grado maggiore di uno non ha asintoti, né orizzontali né obliqui, perché anche tende a infinito.
La derivata prima si scompone in . Il segno del prodotto dei tre fattori dà la tabella. Per il criterio della derivata prima i punti sono di minimo relativo e è di massimo relativo. I minimi sono anche assoluti, perché per ogni .
La derivata seconda è un trinomio con radici , positivo fuori dall’intervallo delle radici. Il grafico ha quindi la concavità verso l’alto per e verso il basso per . In entrambi i punti cambia segno, perciò sono flessi. Per l’ordinata si usa e .
Esercizio 2
Studia la funzione e traccia il suo grafico.
Dominio, simmetrie e intersezioni
Segno
Limiti e asintoti
Derivata prima
| crescente | decrescente | decrescente | crescente |
Derivata seconda
La funzione ha l’asintoto verticale e l’asintoto obliquo , un massimo relativo in e un minimo relativo in ; il grafico ha la concavità verso il basso per e verso l’alto per , e non ci sono flessi.
Il denominatore si annulla in , che si esclude dal dominio. Il dominio non è simmetrico rispetto a , quindi la funzione non è né pari né dispari. Il grafico incontra l’asse in e l’asse nei punti in cui si annulla il numeratore, cioè in . Il segno di si ricava dalla tabella dei segni del numeratore e del denominatore.
Per il numeratore tende a e il denominatore tende a , negativo da sinistra e positivo da destra. Quindi per e per , e la retta è un asintoto verticale. Il grado del numeratore supera di uno quello del denominatore, perciò si cerca un asintoto obliquo con le formule di e . Nel calcolo di si riduce allo stesso denominatore, e al numeratore resta . L’asintoto obliquo è , sia a destra sia a sinistra.
La derivata prima si ottiene con la regola del quoziente. Il denominatore è positivo nel dominio, quindi il segno di è quello del trinomio , positivo fuori dall’intervallo e negativo dentro. Per il criterio della derivata prima è un punto di massimo relativo e è un punto di minimo relativo.
Derivando con la regola del quoziente e semplificando un fattore , al numeratore resta . Il segno di è quindi quello di , cioè di . La concavità cambia in , che però non appartiene al dominio, perciò la funzione non ha flessi. Come controllo, il grafico sta sotto l’asintoto obliquo per e sopra per , perché .