Teoria
Integrali indefiniti
Che cosa sono le primitive di una funzione e l'integrale indefinito, come si calcolano gli integrali immediati e quelli di funzioni composte, come si usano l'integrazione per sostituzione e per parti e come si integrano le funzioni razionali fratte con denominatore di primo e di secondo grado.
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Primitive e integrale indefinito
1. Primitiva
Nell’argomento sulle derivate a ogni funzione si associa la sua derivata. Qui si risolve il problema inverso, cioè si cerca una funzione di cui si conosce la derivata. Sia una funzione definita in un intervallo . Una funzione derivabile in si chiama primitiva di in se
Per esempio è una primitiva di in , perché . Anche e sono primitive di , perché la derivata di una costante è . Una funzione che ha una primitiva ne ha quindi infinite.
2. Primitive di una stessa funzione
Sia una primitiva di nell’intervallo . Allora le primitive di in sono tutte e sole le funzioni
Ogni funzione è una primitiva, perché la sua derivata è . Viceversa, se è un’altra primitiva, la differenza ha derivata in tutto l’intervallo; per il teorema sulle funzioni con derivata nulla, che si studia nell’argomento sui teoremi del calcolo differenziale, la differenza è quindi una costante , e .
I grafici delle primitive si ottengono perciò l’uno dall’altro con una traslazione verticale. Per esempio le primitive di sono le funzioni . In ogni ascissa i loro grafici hanno la stessa pendenza, uguale a .
3. Integrale indefinito
L’integrale indefinito di è l’insieme di tutte le primitive di , e si scrive
dove è una primitiva qualsiasi di e è una costante arbitraria, detta costante di integrazione. La funzione si chiama funzione integranda, e il simbolo indica che la variabile è . Per esempio
Ogni integrale indefinito si controlla derivando il risultato, perché la derivata di deve essere la funzione integranda. Per il primo esempio .
4. Esistenza delle primitive
Ogni funzione continua in un intervallo ha una primitiva in quell’intervallo.
Le funzioni che si incontrano negli esercizi, cioè polinomi, funzioni razionali, radici, esponenziali, logaritmi e funzioni goniometriche, sono continue negli intervalli in cui sono definite, quindi in quegli intervalli hanno primitive. Per esempio è continua su tutto , quindi ha primitive su ; una di esse è , come risulta dalla tabella degli integrali immediati. Il teorema si dimostra con il teorema fondamentale del calcolo integrale, nell’argomento sugli integrali definiti.
Dal grafico di una funzione al grafico di una sua primitiva
Poiché , il segno di è il segno della derivata di . Per il criterio di monotonia, una primitiva è quindi crescente negli intervalli in cui e decrescente negli intervalli in cui ; nei punti in cui cambia segno il grafico di ha un massimo o un minimo relativo, con tangente orizzontale.
Per esempio è una primitiva di , perché per la regola del prodotto . La funzione è negativa per e positiva per , perciò decresce per , cresce per e ha un minimo in , dove vale .
Primitiva che passa per un punto
Tra le infinite primitive di ce n’è una sola il cui grafico passa per un punto assegnato , con nell’intervallo. Infatti la condizione determina il valore di . Per esempio le primitive di sono . La primitiva che passa per soddisfa , quindi , e la primitiva cercata è
Velocità e posizione dall'accelerazione
In fisica la velocità è la derivata della posizione e l’accelerazione è la derivata della velocità, come si è visto nell’argomento sulle derivate. Perciò la velocità è una primitiva dell’accelerazione , e la legge oraria è una primitiva della velocità. Le costanti di integrazione si determinano con la velocità e la posizione all’istante iniziale.
Per esempio un corpo si muove lungo una retta con accelerazione , in , e all’istante si trova in con velocità . Allora
All’istante il corpo si trova quindi in . Questo è il primo esempio di equazione differenziale, cioè di equazione in cui l’incognita è una funzione; le equazioni differenziali si studiano nell’argomento dedicato.
Proprietà di linearità
Linearità dell'integrale indefinito
Siano e funzioni che hanno primitive in un intervallo e sia un numero reale. Allora
In parole, una costante moltiplicativa si porta fuori dal segno di integrale, e l’integrale di una somma è la somma degli integrali. Le due formule seguono dalle regole di derivazione del prodotto per una costante e della somma. Con la linearità un polinomio si integra termine per termine:
Le costanti di integrazione dei singoli termini si sommano in un’unica costante .
Attenzione
L’integrale di un prodotto è diverso dal prodotto degli integrali. Per il prodotto è , il cui integrale è , mentre il prodotto delle primitive ha derivata , che è diversa da . Per i prodotti si usano l’integrazione per sostituzione e l’integrazione per parti.
La teoria continua con 6 altri paragrafi (integrali immediati, integrali di funzioni composte, integrazione per sostituzione…), oltre a tutte le schede svolte, le soluzioni e il PDF.
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