Esercizi svolti · Scheda 1
Particelle accelerate e deflesse da un campo elettrico uniforme
Teoria usata: Particella accelerata tra due armatureElettronvoltPeso trascurabile e velocità piccole rispetto a cDeflessione in un campo elettrico uniformeIl moto dopo le armature e lo schermo
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Esercizio 1
Tra due armature piane e parallele, distanti , c’è la differenza di potenziale . Un elettrone parte da fermo dall’armatura negativa. Trascurando il peso, calcola:
- il campo elettrico tra le armature e l’accelerazione dell’elettrone;
- la velocità con cui l’elettrone arriva sull’armatura positiva e il tempo impiegato;
- l’energia cinetica finale in elettronvolt e in joule.
(, )
Il campo tra due armature piane e parallele è uniforme e vale , con la distanza scritta in metri. La forza sull’elettrone ha modulo costante , quindi per il secondo principio della dinamica l’accelerazione è costante e vale . L’elettrone ha carica negativa, perciò la forza è opposta al campo, cioè diretta verso l’armatura positiva, e l’elettrone parte da fermo dall’armatura negativa proprio in quel verso.
Per la velocità finale si applica il teorema dell’energia cinetica. Il campo compie sull’elettrone il lavoro e l’energia cinetica iniziale è nulla, quindi , da cui segue la formula della particella accelerata tra due armature. Il moto è uniformemente accelerato con velocità iniziale nulla, perciò e il tempo è , circa . Come controllo, con la legge oraria si ottiene , lo stesso valore.
Una particella di carica che attraversa acquista per definizione , e moltiplicando per si ottiene l’energia in joule. La velocità finale è circa il di , quindi la meccanica classica si applica.
Esercizio 2
Un protone attraversa il foro di un’armatura con velocità , perpendicolare all’armatura, ed entra in una regione di campo elettrico uniforme che lo frena. La seconda armatura è alla distanza e tra le due armature c’è la differenza di potenziale .
- Calcola l’energia cinetica iniziale del protone, in joule e in elettronvolt.
- Spiega perché il protone non raggiunge la seconda armatura e determina a quale distanza dal foro si ferma.
- Calcola il tempo che impiega a fermarsi.
(, )
L’energia cinetica si calcola con la formula classica, perché è molto minore di , e si converte in elettronvolt dividendo per . Il protone ha quindi un’energia di circa .
Per arrivare alla seconda armatura il protone dovrebbe attraversare tutta la differenza di potenziale, e il campo compirebbe su di esso il lavoro negativo , cioè . Poiché l’energia cinetica iniziale è solo , l’energia cinetica si annulla prima, e il protone si ferma tra le armature. Il campo è uniforme, quindi la forza frenante ha modulo costante , e il lavoro su un tratto vale . Per il teorema dell’energia cinetica il protone si ferma quando questo lavoro è uguale a , cioè dopo , che è minore di .
Il moto è uniformemente decelerato, con accelerazione di modulo ; la velocità diminuisce secondo e si annulla per . Dopo essersi fermato, il protone torna indietro con la stessa accelerazione e riesce dal foro con velocità di modulo , perché al ritorno il campo compie un lavoro positivo uguale in modulo a quello negativo dell’andata.
Esercizio 3
Un elettrone entra con velocità , parallela alle armature, a metà strada tra due armature lunghe , distanti , con differenza di potenziale . A distanza dalla fine delle armature c’è uno schermo.
- Calcola lo spostamento dell’elettrone all’uscita dalle armature e verifica che non urta le armature.
- Calcola l’angolo di cui è deviato l’elettrone.
- Determina la distanza dal centro dello schermo del punto in cui arriva l’elettrone.
(, )
L’elettrone entra perpendicolarmente al campo, che è uniforme, quindi si applica la deflessione in un campo elettrico uniforme. Lungo la direzione delle armature non agisce alcuna forza e il moto è uniforme; nella direzione del campo il moto è uniformemente accelerato con accelerazione . L’elettrone resta tra le armature per il tempo , e in questo tempo si sposta di verso l’armatura positiva, perché la sua carica è negativa. L’elettrone è entrato a da ciascuna armatura e è minore di , quindi non urta le armature.
L’angolo di uscita si trova dal rapporto tra la componente della velocità nella direzione del campo, , e la componente , che resta invariata. Con la calcolatrice .
Dopo le armature il campo è nullo, perciò l’elettrone prosegue in linea retta con l’angolo . Nel tratto si allontana dall’asse di altri , che si sommano allo spostamento . L’elettrone arriva quindi sullo schermo a circa dal centro, dalla parte dell’armatura positiva. Gran parte dello spostamento avviene dopo le armature, perché è cinque volte .
Esercizio 4
Un elettrone entra con velocità , parallela alle armature e a metà strada tra di esse, in un condensatore piano con armature lunghe e distanti . Determina la massima differenza di potenziale tra le armature per cui l’elettrone esce senza urtarle, e l’angolo di deviazione in quel caso. (, )
Nella formula della deflessione in un campo elettrico uniforme si sostituisce , così lo spostamento all’uscita è proporzionale alla tensione. L’elettrone entra a metà strada, quindi esce senza urtare le armature se lo spostamento è al massimo . Si moltiplicano entrambi i membri della disuguaglianza per , che è positivo, e si ottiene la condizione su . Il valore massimo è circa , che con due cifre significative si scrive .
Nel caso limite l’elettrone sfiora il bordo dell’armatura positiva all’uscita. Sostituendo nella formula di , massa, carica e velocità si semplificano e resta . Il risultato ha un significato geometrico. La parabola ha il vertice nel punto di ingresso, e la sua tangente nel punto di uscita passa per il punto medio del tratto , quindi . L’angolo massimo di deviazione è circa .