Esercizi svolti · Scheda 1
Induttanze e forze elettromotrici autoindotte
Teoria usata: InduttanzaF.e.m. autoindottaVerso della f.e.m. autoindotta
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Esercizio 1
Una bobina percorsa dalla corrente ha un flusso autoconcatenato . Calcola l’induttanza della bobina. In seguito la corrente cresce in modo uniforme fino a in un intervallo . Calcola la f.e.m. autoindotta durante la crescita e il flusso autoconcatenato finale.
L’induttanza è il rapporto tra il flusso autoconcatenato e la corrente che lo genera, quindi si divide per e si ottiene . L’unità è l’henry, perché un weber diviso un ampere è un henry.
La corrente cresce in modo uniforme, perciò la sua derivata è costante e uguale al rapporto tra la variazione e l’intervallo . Per la legge della f.e.m. autoindotta si moltiplica questa rapidità per e si cambia segno. Il risultato è . Il segno meno indica che la f.e.m. agisce in verso opposto alla corrente, come prevede la legge di Lenz per una corrente che cresce.
L’induttanza dipende solo dalla forma della bobina, e quindi non cambia quando cambia la corrente. Il flusso finale si ottiene perciò moltiplicando per la nuova corrente, ed è tre volte il flusso iniziale, come la corrente.
Esercizio 2
Nella bobina di induttanza la corrente, misurata in ampere con il tempo in secondi, varia secondo la legge per . Determina la f.e.m. autoindotta in funzione del tempo e il suo valore all’istante . Calcola in quale istante il modulo della f.e.m. autoindotta vale e la f.e.m. autoindotta media tra e .
La corrente non cresce in modo uniforme, quindi la f.e.m. autoindotta in ogni istante si calcola con la derivata della corrente. La derivata di è , in ampere al secondo. Per la legge della f.e.m. autoindotta si moltiplica per e si ottiene , in volt.
All’istante la f.e.m. vale . Il suo modulo cresce con il tempo, perché la corrente cresce sempre più rapidamente; il modulo raggiunge quando , cioè alla fine dell’intervallo, per .
La f.e.m. media si ottiene dalla variazione totale della corrente, da a , divisa per la durata dell’intervallo. Il risultato, , è la media tra il valore iniziale e il valore finale , perché la f.e.m. dipende linearmente dal tempo. Il segno è sempre negativo, poiché la corrente cresce in tutto l’intervallo.
Esercizio 3
In una bobina di induttanza la corrente varia come nel grafico della figura. La corrente cresce in modo uniforme da a nei primi , resta costante fino a e poi diminuisce in modo uniforme fino a all’istante . Determina la f.e.m. autoindotta in ciascun intervallo, rappresentala in un grafico e spiega il segno con la legge di Lenz.
In ogni intervallo il grafico della corrente è un segmento, quindi la corrente varia in modo uniforme e la sua derivata è il coefficiente angolare del segmento. Nel primo intervallo la corrente aumenta di in ; nell’ultimo diminuisce di in , perciò la variazione è negativa. Per la legge della f.e.m. autoindotta si moltiplica ciascun coefficiente angolare per .
Il grafico della f.e.m. è formato da tre tratti orizzontali, perché in ogni intervallo la derivata della corrente è costante. Nel primo intervallo la corrente cresce, e per la legge di Lenz la f.e.m. autoindotta agisce in verso opposto alla corrente, quindi è negativa. Nel terzo intervallo la corrente diminuisce, e la f.e.m. agisce nello stesso verso della corrente e ne rallenta la diminuzione, quindi è positiva. Il modulo è tre volte più grande nel primo intervallo, perché lì la corrente varia tre volte più rapidamente.